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Juve attenta alla Lazio!

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Mentre la Juve maramaldeggia contro il Lecce, la Lazio con le unghie e con i denti risponde facendo suo il match contro la Fiorentina e rimane a meno quattro dalla vetta. Un Inter sonnacchiosa riesce a dare il colpo di reni nel finale e a portare a casa i tre punti dal Tardini, mentre l’inarrestabile Atalanta va a vincere anche a Udine. 

Sembrava che la Juve dovesse ad un certo punto prendere definitivamente il volo verso il suo nono scudetto consecutivo e invece dopo la facile vittoria casalinga contro il Lecce la squadra di mister Sarri ha dovuto accontentarsi di rimanere a + 4 dalla Lazio ancora saldamente al secondo posto. I capitolini per rimanere in scia hanno dovuto contro la Viola tirare fuori quello che probabilmente adesso non hanno.

Con le forze al lumicino e gli uomini contanti i ragazzi di Inzaghi hanno dovuto prima prendere atto del vantaggio avversario realizzato grazie ad un’invenzione-magia di Ribery per poi, come i salmoni, risalire faticosamente la corrente contraria e raggiungere la sorgente della vittoria grazie al mago Alberto in grado di tirare fuori nel finale una rasoiata delle sue.

Resta il problema di una panchina minimamente adatta a solcare le acque della quota Champion’s, e una condizione fisica per lo meno insufficiente aggravata da errori gravi compiuti nella gestione delle problematiche di Lulic e di Leiva. Senza quei due la Lazio stenta…anzi sembra proprio un’altra cosa. Non si sa bene perché poi i problemi di condizione, che per carità assillano anche le altre squadre, nella Lazio abbiano, come negli anni passati, i contorni di un evento così tragico e condizionante.

L’origine del problema è forse nel fatto che molti giocatori, vedi Marusic, Lukaku, Berisha etc etc… non hanno, da quando sono alla Lazio, mai dimostrato una continuità di tenuta atletico fisica tale da renderli utilizzabili alla causa. Forse quando sono stati presi non si è data sufficiente attenzione agli aspetti pregressi della loro cartella clinica.

Le nerazzurre vittoriose

Dietro di quattro punti rimane la banda Conte che, in un perfetto copia e incolla rispetto al match dei biancocelesti, prima subiscono la freschezza atletica del Parma e poi nel finale ricevono i doni del dio immarcescibile del pallone che regala loro una vittoria a quel punto insperata.

Tra i nerazzurri latita su tutti la condizione approssimativa di Eriksen, Candreva e Gagliardini e latita ancora l’idea di gioco che vorrebbe Conte. Una squadra, l’Inter, che nei primi tempi rimane sempre assorta in sé stessa salvo poi trovare, non sempre, l’inserimento vincente con tanto di patema d’animo e stress per i suoi tifosi.

Dietro l’Atalanta continua a spingere come un caterpiller ignorando le leggi della fisica e della biologia umana. Gli uomini di Gasperini vanno avanti a colpi di 3-4 goal a partita con una facilità impressionante: 80 reti in 28 partite con una media di quasi 3 reti a partita è un record destinato a rimanere invitto per lustri tanto quanto il record sui 200 metri di Pietro Mennea a Città del Messico. Se continueranno così sarà assicurato non solo il quarto posto ma ci potrà pure scappare la medaglia di bronzo e chissà forse anche quella d’argento.

Capitolo Champions

La Roma inguaiata da problemi societari e finanziari non sembra più lei, intristita da una classifica che la vede quasi fuori dai giochi della Champion’s e attaccata con le unghie a quelli dell’Europa League che adesso come adesso sembra…anzi è l’unico traguardo ottenibile in un’annata da dimenticare latita al quinto posto distanzaiata dai cugini la bellezza di 17 punti un  record forse storico.

Contro un Milan buono ma di certo non travolgente i giallorossi hanno dimostrato un gioco di squadra lacunoso e poco organizzato dove le scelte di Fonseca che hanno stravolto metà della squadra non hanno portato a nulla se non ad un atteggiamento abbastanza rinunciatario quasi fatalisticamente rassegnato con tutte le conseguenze del caso.

Il Napoli, al contrario dei giallorossi, ci crede ancora eccome e con i suoi soliti tenori, Mertens e Callejon su tutti riesce a portarsi a casa i tre punti e forse la speranza anche di superare la Roma al quinto posto sempre che il Milan non si metta a correre sul serio perché allora sarebbe tutta un’altra storia. Intanto giovedì ci sarà Atalanta-Napoli un bel banco di prova non c’è che dire.

Sogni europei e incubo retrocessione

Il Verona, sempre più su insieme al Parma sconfitto dall’Inter, fa un mezzo passo falso facendosi imporre il pari dai ragazzi terribili del Sassuolo galvanizzati dall’impresa recente del punto strappato a San Siro contro i nerazzurri. Un punto che mantiene gli scaligeri nella zona mediana con vista su possibili suggestioni europee.

Il Cagliari sembra aver ritrovato almeno in parte la vena che aveva a inizio campionato e frigge alla griglia la squadra di Moreno Longo sotterrata da una quadripletta che non ammette repliche: i granata in difesa sono quasi imbarazzanti il tutto condito da incredibili cali di concentrazione e tensione mentali sui quali gli avversari di turno, appunto il Cagliari, se bravi, possono piombare a mani basse e a quel punto il danno è ormai fatto.

Bravo il Bologna a fare dispetto alla Samp a Genova con un 1-2 che inguaia i blucerchiati al di là dei loro demeriti. Ora le due genovesi, il Genoa ha agguantato i cugini grazie al punticino preso con il Brescia, mica il Real Madrid, sono languidamente e tristemente appaiate al quart’ultimo posto un punto sopra la red zone del campionato…insomma se non sono volatili per diabetici molto poco ci manca.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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