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Il fattore C del Milan

COMMENTO AL CAMPIONATO

Il Milan vince immeritatamente al 97° a Udine grazie ad un aiuto dell’arbitro e alla dea bendata. Ora i rossoneri continuano ad appaiare al quarto posto la Lazio vittoriosa contro la Spal. Juve, Inter e Napoli vincono tutte facile e fanno un solco in campionato. La Roma si deve accontentare del pari a Firenze e ora è a meno cinque punti dai cugini. Il Sassuolo mette nei guai Ventura mentre il Toro va a matare la Samp a Marassi. l’Atalanta continua la sua escalation andando a vincere facile contro il Bologna al Dallara. Il Frosinone alimenta le sue speranza di salvezza cogliendo un pari prezioso a Parma. 

Le prime tre continuano a mietere le solite facili vittime di turno in un campionato falsato da una differenza di valori sempre più inverosimile

La differenza tra le squadre anche solo di metà classifica e le prime equivale ad almeno due categorie. E’ chiaro che così il nostro calcio non può continuare ad andare avanti. Il problema di fondo è che ora come ora se tra le squadre di serie A ci sono già differenze abissali, non è difficile immaginare quale debba essere l’attuale gap tecnico tattico tra la Serie A e la Serie B, La cosa è preoccupante perché la serie B, che prima era un po’ la culla dei campioni futuri, la scuola che forniva una buona parte del ricambio generazionale che poi travasava nella massima serie, adesso non ha quasi più nulla da offrire né in termini di promesse né in termini di allenatori.

Se a questo aggiungiamo il vuoto esistente a livello di squadre Primavera con calciatori il cui valore non arriva a quello della Lega Pro, il vaso della disperazione del calcio nostrano è bello colmo. Hanno ragione i vertici della Lega della Serie B quando sostengono la sempre più profonda disparità della distribuzione dei diritti calcistici che comporta una sempre più evidente disparità di valori, ma nessuno gli da retta e continuiamo così a navigare a vista con il calcio italiano, nel senso proprio del termine, che sta scomparendo dai radar.  Dicevamo di Juve, Inter e Napoli che insieme, contro Cagliari, Genoa e Empoli, ne fanno 13 subendone appena 2… tanto varrebbe non scendere neanche in campo…per la serie “ti piace vincere facile?”.

La Lazio e il Milan

continuano a rimanere attaccate al treno Champion’s. La prima che contro le medio piccole risorge sempre dalle ceneri accumulate contro le grandi con la speranza di non incominciare a subire tracolli anche contro le più deboli se non altro per la legge dei grandi numeri. Il secondo con un bagaglio di fortuna, che qualcuno chiama realisticamente in un altro modo decisamente meno aulico, Ieri il bellissimo fondo schiena della indiavolata si è visto tutto a tempo scaduto in primo luogo con l’accondiscendenza dell’arbitro che ha spedito negli spogliatoi Nuytinck per un fallo che al massimo andava sanzionato con il giallo e in secondo luogo per la rete fortunella di Romagnoli che ha soltanto sfruttato…quell’Opoku che era rimasto ai friulani negli ultimi palpitanti attimi di una partita che non meritavano di perdere. Vedremo domenica prossima se il C grande come una casa del Milan reggerà alla prova del CR7 in attesa di andare ad incrociare la armi all’Olimpico contro la Lazio che nell’occasione si dovrebbe trasformare come al solito nella Lazietta pavida e smarrita al cospetto delle cosiddette grandi.

La Roma

ringrazia Florenzi perché se no…le portava un bel bacione a Firenze e fine della trasmissione…un punto che non risolve la situazione bella ingarbugliata dei giallo rossi…di rabbia perché gli odiati cugini navigano con ben cinque punti di vantaggio. Il Sassuolo zitto zitto continua la sua marcia verso la gloria e domenica riceverà una Lazio mezza risorta e avida di punti in chiave Champion’s…ci sarà da divertirsi. Il Toro che non ti aspetti combina un bel guaio ai danni della Samp stravincendo con un poker servito sul tavolo verde di Marassi e con il gallo che riprende a fare due volte chicchirichi.

L’Atalanta

approfitta della pochezza del Bologna per andare a vincere in rimonta al Dall’ara portandosi così ad una sola lunghezza dalla Roma. Il Parma deve accontentarsi di un solo punto al Tardini contro un Frosinone che, partita dopo partita, sembra aver ritrovato un minimo di autostima. Autostima che invece continua a latitare nel Chievo sempre più a fondo e ancora fermo a meno uno. La cura del sergente Ventura non sembra per ora dare i frutti sperati e forse a questo punto è anche un problema di testa e di sicurezza che non c’è più.

Di Roberto Crudelini

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