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E’ un campionato a due velocità

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COMMENTO AL CAMPIONATO

C’è una differenza sempre più abissale tra la parte destra del tabellone e quella di sinistra: tra le prime e l’ultima in classifica ben 18 punti di differenza, un record storico. La Juve e il Napoli continuano per ora la loro marcia al comando: a farne le spese i granata e una Spal comunque lodevole. L’Inter D’Ambrosiana vince a fatica di misura contro il Genoa grazie al suo difensore mentre, nell’altra sfida tra Genova e Milano, la Samp stende un Milan presuntuoso. La Roma fa a fette l’Udinese e si tiene attaccata al treno Champion’s così come la Lazio che pur in emergenza espugna per la seconda volta il Bentegodi grazie ad un Immobile super. Una bella Fiorentina beffata in casa dall’Atalanta che pareggia a sette secondi dalla fine. Chievo corsaro a Cagliari mentre il Bologna si aggiudica il derby emiliano con il Sassuolo. Va al Crotone la sfida salvezza con il Benevento.

Lo hanno notato in molti, il nostro campionato è ormai diviso in due: da una parte le squadre che lottano per le coppe e lo scudetto, dall’altra la gran massa di quelle che dovranno meritarsi la permanenza in A con tanto sangue, lacrime e sudore.

Tra le due schiere una differenza mai vista prima d’ora: quasi due categorie di distanza con totale detrimento in termini di spettacolo e di imprevedibilità. La Juve si aggiudica largamente il derby della Mole contro un Toro troppo autoreferenziale e presuntuoso che pensava di spaccare il mondo aggrappandosi agli slogan e che invece si ritrova con le ossa rotte anche se ancora dalla parte della classifica che conta. La Juve continua a dominare ed è l’unica che lo sta meritando fino in fondo. Il Napoli, che ha avuto un calendario a dir poco compiacente (5 partitine facili facili su sei a cui si aggiungerà pure la prossima in casa contro il Cagliari), ha approfittato cinicamente di questo bel regalo della dea bendata vincendo ancora ma non convincendo contro una Spal ammirevole e quasi commovente. A noi questo Napoli, a differenza del coro dei vari compiacenti addetti ai lavori, continua a non convincere: dall’ottava giornata quando i partenopei dovranno andare a trovare i giallorossi all’Olimpico ne riparleremo perché non è sempre festa e non tutte le ciambelle continuano ad uscire con il buco…della rete.

Dietro l’Inter, altra squadra  immeritatamente incensata dagli addetti ai lavori faziosi e sempre in cerca dello share sportivo a tutti i costi, fatica non poco contro un Genoa che non merita assolutamente la classifica attuale e che alla fine deve inchinarsi alla solita dea bendata protettrice dei colori nerazzurri. Anche per loro stesso discorso fatto per il Napoli: vedremo quando la squadra di Spalletti dovrà incrociare le armi contro le pari grado e allora si vedrà se la pasta è buona…soltanto allora. Il Milan per la seconda volta viene impallinato in trasferta contraddicendo in un colpo solo anche qui le pretenziose argomentazioni dei giornalisti a caccia del consenso delle grandi: squadra forte con i deboli e debole con i forti…vedi Lazio e Samp…perché, lo ripetiamo fino alla nausea, sono tutti buoni a vincere contro le provinciali mai così deboli come quest’anno, salvo poi sbattere la testa contro il muro delle squadre anche solo un po’ più dignitose della serie A.

La Lazio si riprende il posto che merita alla faccia di chi , vedi sopra, continuava e continua a sostenere la sua estraneità alla classifica e al calcio che conta. Bene così…che gioia andare contro il coro e sbugiardare i soliti saccenti soloni del calcio italiota. Bene la Roma che comunque non fa gran testo perché vincere in casa contro l’attuale Udinese è un dovere da…minimo sindacale. Benissimo il Bologna che piano piano si sta prendendo la ribalta grazie anche al giocatore dal cognome quasi impronunciabile Okwonkwo che mette sul piatto della partita il peso della sua classe…ovviamente sconosciuta sempre ai soliti cosiddetti intenditori del calcio da tavola… .

Malino la Fiorentina che ringrazia il baby Chiesa per l’euro goal ma che si vede raggiungere dalla solita ottima Atalanta a sette secondi dal fischio. Continua la sua solita marcia di sempre il Chievo che va a vincere in casa di un discontinuo Cagliari al quale non basta la verve ritrovata di Matri. E’ invece sempre più desolante il cammino del povero Benevento steso questa volta dal Crotone e fanalino di una coda che più coda di così non si può: non ricordiamo a memoria d’uomo una differenza di 18 punti tra la prima e l’ultima dopo appena sei partite. Il Crotone così come il Verona ora come ora non sembrano squadre adatte a giocare un campionato di serie A e forse…neppure di serie B perché se no bisognerebbe domandarsi a questo punto se la differenza tra i due campionati non sia diventata di colpo infinita e quasi improponibile.

Di Roberto Crudelini

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