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Domenica i-DEA-ale!

COMMENTO AL CAMPIONATO

Mentre la Juve e l’Inter vengono fermate sul pari rispettivamente dal Lecce e dal Parma l’Atalanta di Gasperini va a mille e ne fa sette all’Udinese e ora è a soli tre punti dalla vetta.

Dietro rallenta anche il Napoli che si deve accontentare di un solo punto a Ferrara. Godono le romane: la Roma vince con l’accoppiata Dzeko-Zaniolo contro un Milan ancora non  ben oliato da Pioli, la Lazio, nonostante un rigore negato, vince a Firenze facendo imbufalire i viola. Pari tra Cagliari e Torino. Sprofonda ancora la Samp sconfitta dal Bologna. Il Sassuolo vince la sfida salvezza con il Verona mentre il Genoa targato Thiago Motta vince e convince in casa contro il Brescia.

Si fermano tutte le grandi del campionato rimediando tra tutte e tre…tre miseri punti…quasi uno sciogli lingua che però sembra essere molto ben apprezzato nelle vallate bergamasche dove la dea Atalanta si traveste da Ercole e incomincia a mettere a segno la sua prima delle sette fatiche che ancora gli restano per diventare il nuovo Leicester italiano.

La Juve di quest’anno segna poco

ma continua comunque a raccogliere molto anche sopra i propri meriti…idem la banda nerazzurra sul cui conto incominciano già a circolare voci…contee… di inadeguatezza dell’organico…tanto per incominciare a mettere i puntini sulle “i”. Conte/i alla mano forse le cose non sono poi così lontane dalla verità e sappiamo che il buon Antonio non è tipo da mandarle a dire soprattutto se alla fine della fiera le responsabilità vanno a finire sulla sua testa.

L’Atalanta, così vulnerabile e timida in Champion’s continua in campionato ad anellare trionfi e a mettere nel sacco grappoli infiniti di goal. Qualcuno dirà che l’Udinese è un test poco probante…può essere ma sette reti a una sola non si fanno tutti i giorni in serie A…ma forse solo in Inghilterra dove il Leicester, nei fatti gemellato con la dea, ne mette a segno ben nove al Southampton. Incominciano a non essere pochi i fans della squadra bergamasca, vuoi in funzione anti juventina, vuoi in funzione anti interista, vuoi in funzione anti partenopea.

In serie A sembra si respiri finalmente aria nuova

un aria di un torneo che forse ricomincia da quest’anno ad essere appetibile agli occhi di chi ama questo sport. Dopo otto anni di legittimo ma noiosissimo dominio bianconero sarebbe forse ora di dare una sferzata di novità ad un copione altrimenti ripetitivo e, ci scusino i tifosi juventini, ormai indigesto non per antipatie verso la squadra più forte d’Italia ma per raggiunta saturazione di noia mortale. Nella zona Europa League risorgono per una domenica le romane, con i giallorossi che, contro il Milan di Pioli, mettono sul piatto quello che i rossoneri ancora non hanno: giocatori decisivi sotto porta.

Discorso diverso per la Lazio di questi tempi gran mietitrice ma pessima raccoglitrice. Ieri a Firenze per un attimo a tutti è sembrato di rivedere il solito film di inizio stagione: tanto gioco e possesso palla, vantaggio iniziale, spreco successivo e puntuale letal punizione finale. Dopo l’uno a zero di Correa lo stesso, ricordandosi di cosa non è capace di fare, si mangia un raddoppio  più facile da realizzare che da sbagliare. Poi puntuale arriva il pareggio di Chiesa su percussione laterale di Ribery e con Radu in versione omino del calcio balilla, tanto da lasciare il viola completamente libero di girare a rete. Infine il gran goal di testa, il secondo di quest’anno, da parte di Immobile su bel cross dalla sinistra del riemerso Lukaku.  Infine il solito dischetto fallito da parte di calciatori non rigoristi che, non si sa perché, pensano di essere in allenamento e non in una partita fondamentale del campionato. Caicedo come Correa..ma a qualcuno verrà in mente di fare  calciare questi maledetti penalties, almeno quando è in campo, all’unico rigorista che ha la Lazio ovvero il Ciro nazionale?!

La Fiorentina impreca

perché il secondo goal di Immobile era viziato da un precedente fallo di Lukaku su Sottil a centro campo ma nessuno dei viola si ricorda che nel primo tempo Guida non vede incredibilmente una spinta a mano larga sulla schiena di Lazzari da parte di Caceres in piena area e mentre il calciatore stava per tirare a due metri dal portiere avversario. Alla fine il risultato è giusto anche se la Lazio ha fatto di tutto…ma proprio di tutto, per cercare alla fine di rovinare nuovamente le aspettative dei suoi tifosi…quopusque tandem  abutere Catilina patientia nostra?

Dietro le romane continua l’avanzata decisa della squadra cagliaritana che va a prendersi un punto contro un Torino che continua a rallentare e che ora come ora si ritrova a metà classifica, cosa che ai tifosi comincia a…non andare più giù. A due punti dagli isolani il Parma va a prendersi il pareggio a Napoli, quasi una vittoria, mettendo in ambasce una squadra che fino a ieri sperava ancora di competere per lo scudetto. Ad un punto dal Parma il Bologna che ha martellato per bene la Samp ancora incompiuta di Ranieri.

I blucerchiati dovranno ancora sudare le proverbiali sette camicie, aggiungiamo noi…di Nesso con tanto di fiamme incorporate, se vorranno a questo punto togliersi dal buco nero in cui sono piombati ormai da tempo. Quattro punti dalla zona salvezza che adesso sembrano infiniti visto che quattro punti è il bottino complessivo finora racimolato dalla squadra genovese dopo ben nove partite. Il Sassuolo esce per ora dalla zona retrocessione vincendo a Verona mentre il Genoa del nuovo corso italo-brasiliano ne fa tre al Brescia e lascia i cugini a vedersela da soli nella zona rossa della classifica.

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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