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Cinque spose per quattro fratelli

COMMENTO AL CAMPIONATO

Le prime cinque della classifica continuano la loro marcia inarrestabile seguite a ruota dalla Sampdoria che continua a rimanere attaccata al treno dell’Europa. Purtroppo i posti disponibili per la Champion’s sono soltanto quattro. Dietro si fa già dura la lotta per non retrocedere.

E’ un campionato sempre più dominato dal cartello delle prime cinque squadre della classifica.

Queste squadre, tutte meritevoli di assicurarsi uno dei quattro posti per la Champion’s, hanno rispetto al resto dei comuni mortali una marcia in più che consente loro di effettuare un campionato a parte.

Il Napoli,

che continua comunque ad avere la fortuna di un calendario assolutamente risibile, non poteva che fare a fettine il pur volenteroso Sassuolo che prima si illude con il pareggio di Falcinelli ma che poi deve cedere all’ineluttabile legge karmica del San Paolo che si avvale dei soliti Callejon e Mertens. Vedremo quando i partenopei dovranno affrontare madama Juve cosa succederà. I bianconeri dal canto loro sono andati nella tana del…povero diavolo e hanno semplicemente messo sul piatto della bilancia il ritorno, mai così tempestivo, del Pipita che con due sberle chiude la pratica come meglio non si poteva sperare. Montella resta attaccato ad un filo di speranza, speranza che, se le cose non cambieranno, potrebbe ben presto tramutarsi in un cordone di disperazione con tanto di ringraziamenti di rito e saluti finali.

Disperazione che non sembra far parte del bagaglio dell’altra parte felice di Milano

con la banda di Spalletti che, pur soffrendo come non mai sotto il balcone di Giulietta, coglie con la sassata di Perisic la vittoria a quel punto quasi insperata. Al Verona non basta la rabbia, i polmoni, la volontà e il dinamismo di Pazzini perché l’Inter di quest’anno, continuando a giocare alla meno peggio, continua a vincere con il solito golletto di differenza…se questa non è predestinazione poco ci manca.

Di gran lunga migliore è invece il gioco della banda Inzaghi

che coglie il sesto sigillo fuori casa con una cinquina che la dice lunga sul valore tecnico-tattico dei biancocelesti. Tutti i commentatori o quasi continuano ad attaccarsi disperatamente all’importanza basilare proprio del tecnico capace a detta loro di organizzare e motivare in modo perfetto chi non avrebbe dovuto andare al di là del decimo posto in classifica. Vedendo gli interpreti in azione, compreso il dodicesimo Nani ritrovato, tutto viene in mente tranne che questa sia una squadra da metà classifica. A livello di panchina la Lazio è di gran lunga superiore allo stesso Napoli e all’InterWallace, Anderson prossimo venturo, Lukaku e Caicedo ai quali a gennaio si aggiungerà pure Caceres, stanno a dimostrare quanto certo giornalismo sportivo di parte e alla ricerca dello share a tutti i costi, abbia gli occhi foderati di mortadella.

La Roma

da parte sua, senza strafare e senza dannarsi l’anima più di tanto coglie come l’Inter l’ennesima vittoria di misura contro il Bologna che a casa sua era stato annullato proprio dalla Lazio. Vedremo di che pasta sono i giallorossi quando andranno a incrociare le armi prima contro i cugini e poi a recuperare il match in casa della Samp che zitta zitta continua a rimanere attaccata al treno dell’Europa con l’ennesimo poker questa volta perpetrato ai danni del discreto Chievo di quest’anno. La Fiorentina va kaput contro il Crotone in quel di Calabria mentre il Toro si riprende il Gallo e la vittoria all’Olimpico contro il Cagliari sempre più in caduta libera. Si fa drammatica la lotta per non retrocedere con il Genoa che perde lo scontro diretto contro la Spal e con l’Udinese che va a cogliere una vittoria insperata contro l’Atalanta che proprio da retrocessione non è.

Di Roberto Crudelini

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