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Napoli benissimo, Lazio benino, Fiorentina malissimo

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Nel primo turno di Europa League il bilancio delle italiane è di medio cabotaggio: una vittoria altisonante per la squadra di Sarri, un pareggio esterno per la Lazio e una clamorosa sconfitta in casa per i Viola.

 

Il Napoli mette il suo primo sigillo in Europa con una prestazione convincente e scaccia crisi. Il risultato finale di 5-0 contro il povero Bruges la dice lunga su una partita stradominata dal primo all’ultimo minuto contro una squadra belga modesta e priva di carattere. Il Napoli infatti, dopo appena cinque minuti, è già in vantaggio con un tiro simile a quello florentiniano anche se scaricato da più vicino. Callejon, dopo il primo sigillo, metterà a segno anche l’ultimo della cinquina, in mezzo la doppietta di Mertens e il goal di Hamsik. Ora, dopo questo diluvio di azioni e di goal, la strada dell’Europa League per forza di cose è destinata ad essere in discesa, un buon viatico anche per la sfida di domenica proprio contro la Lazio.

Una Lazio che non ha saputo amministrare il vantaggio nello stadio desertificato di Dnipropetrovsk, lasciandosi infilare in modo ingenuo e letale quindici secondi dopo il recupero. Se è pur vero che l’arbitro, non all’altezza dell’impegno e probabilmente diligente esecutore delle direttive di messieur Platini che vede la Lazio come fumo negli occhi, regala l’extra time agli ucraini, è altrettanto vero e…impietoso il fatto che i laziali si siano potuti dimenticare di ben tre giocatori avversari davanti alla loro porta, liberi di…giocare nel vero senso della parola con il pallone davanti all’incolpevole Marchetti. Una squadra attenta e degna del torneo che sta onorando non può farsi responsabile di una simile bestialità di livello oratoriale, arbitro e Uefa sempre a parte ovviamente.

Una Lazio che fino a quel momento aveva condotto una gara quasi perfetta coronata dall’incornata del lungagnone Milinkovic perfettamente servito dal cross di Kishna. Un Milinkovic che sembra essere uscito dal periodo di rodaggio e che potrebbe diventare a breve il nuovo faro del centrocampo laziale. Come al solito però la squadra…di nero vestita, alla faccia degli sproloqui da giornalettismo di provincia di Le Mond, non ha saputo onorare quella stessa maglia trovando il colpo del definitivo ko. Evidentemente manca ancora quella dose di cinismo che consentirebbe alla banda Pioli di raccogliere in proporzione a quello che crea. Bene Matri autore di un micidiale tiro che avrebbe potuto trovare maggior fortuna se non fosse stato per l’intervento miracoloso del portiere avversario. Un Matri però che è stato servito poco e male e…in questo si vede che continua a mancare là in mezzo al campo uno come Biglia. Male invece la decisione di Pioli che si ostina, anche se per un solo quarto d’ora, ad appioppare a Keita il solito ruolo di centravanti che proprio non gli si addice. Malisssimo, come dicevamo, la distrazione collettiva da torneo scapoli-ammogliati che ha consentito a tre giocatori del Dnipro di giocare a soft ball davanti a Marchetti, un Dnipro che fino a quel momento, va detto, non aveva tirato fuori un ragno dal buco. Ora la trasferta del San Paolo si preannuncia bella pepata, forse troppo per il palato sensibile degli attuali laziali.

Per quanto riguarda la Fiorentina, se è pur vero che il Basilea è squadra tosta e di elevato cabotaggio internazionale, è altrettanto vero che non si può andare in vantaggio dentro le avite mura amiche e poi buttare tutto nel ces…tino a causa di un’espulsione da gonzi da parte di chi dovrebbe invece portare sulle spalle la squadra. Infatti, manco a farlo apposta, dopo sei minuti arriva puntuale, quasi cronografico, il pareggio degli svizzeri ad opera di Bjarnason vecchia conoscenza del calcio nostrano quando giocava in quel di Pescara, e poi il definitivo sorpasso figlio di una sventola, non nel senso di carineria nostrana da ammirare presso il Ponte Vecchio, ma in quello molto più indigesto di sassata da fuori area di Elneny, che chiude la partita. Ora la Viola, dopo questo pesante handicap di tre punti persi in casa, per passare il turno dovrà incominciare a impegnarsi seriamente. 

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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