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Napoli: fuera de la Champion’s

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Il calcio italiano riparte da dove lo avevamo lasciato: L’Italia che viene rispedita a casa al primo turno dei mondiali e ora il Napoli che viene fatto fuori al turno preliminare di Champion’s League. Nulla è cambiato e si continua ad annaspare sul fondo del barile con l’unica soddisfazione che…in fondo da ora in avanti non possiamo che migliorare…almeno così dice la logica.

 

Per la squadra partenopea non ci poteva essere inizio peggiore: l’undici azzurro rimesso in piedi con la prospettiva di unirsi alle due super sorelle Roma e Juve, ora dovrà mestamente accontentarsi dell’Europa meno blasonata mentre in campionato, per le posizioni di vertice, potrebbe essere chiuso proprio dalla compagine romana e da quella torinese. Quella che sta per venire potrebbe essere, per Benitez e compagni, una stagione tristemente anomala anche perché gli stimoli della seconda competizione europea non sembrano proprio gli stessi della coppa dalle grandi orecchie, compresi gli introiti relativi.

 

Per la verità Benitez la partita l’aveva preparata con cura cercando a centrocampo, con l’inserimento di Gargano al posto di Inler,  di erigere una barriera per poi ripartire sulle fasce e innescare Higuain. Fino al minuto 47 quando Hamsik con un preciso sinistro dal limite fredda l’incolpevole Rafael, è sembrato che il Napoli potesse seguire le istruzioni del suo timoniere e potesse sfatare la maledizione che aleggiava sullo stadio San Mamés, ma poi, succede quello che non ti aspetti, anzi che non ti dovevi aspettare. Gli spagnoli iniziano infatti ad aggredire come forsennati incitati dai cinquantamila supporters biancorossi che trasformano il loro bellissimo stadio, ad avercene così in Italia, in un catino infernale e il goal arriva alla fine puntuale quasi come una logica conseguenza.

 

Su un corner Aduriz, perso maldestramente da Maggio, insacca riportando il match in perfetta parità solo dal punto di vista numerico, perché da quello psicologico la gara è ormai irrimediabilmente a favore degli spagnoli. Otto minuti più tardi succede quello che forse non vediamo neppure sui campi di Eccellenza, Albiol e Rafael che si invitano reciprocamente al ballo delle debuttanti mentre el bueno Aduriz li beffa per il 2-1. Ci sarebbe ancora il tempo per imbastire una reazione ma cinque minuti dopo gli spagnoli mettono in cassaforte il risultato con Gomez che segna mentre l’intera difesa partenopea resta a guardare ipnotizzata dal precedente fuorigioco di Aduriz che però, alla fine, evita di toccare la palla e lascia al compagno perfettamente in gioco che chiude definitivamente il match.

 

Lo stesso Benitez prima della partita, forse prevedendo quanto purtroppo si è verificato puntualmente, aveva messo le mani avanti dicendo che in ogni caso, al di là del risultato, il progetto sarebbe andato avanti lo stesso. Il problema è che adesso quanto scritto sulla carta non sembra essere più un progetto vincente, con buona pace degli infuriati tifosi napoletani e con buona…pace dei sensi del nostro povero calcio che continua a non dar segni di risveglio dal coma profondo in cui è caduto ormai da troppo tempo.

 

 

Athletic Bilbao-Napoli 3-1; 

 


Athletic Bilbao 4-2-3-1: Irairoz, De Marcos, Gurpegi, Laporte, Ballenziaga, Iturraspe, Rico, Susaeta (Lopez), Benat (Gomez) Muniain (San José), Aduriz, All. Valverde;

 

Napoli 4-2-3-1: Rafael, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam (Britos), Gargano, Jorginho, Callejon, Hamsik (Insigne), Mertens (Zapata), Higuain, all. Benitez;

 

arbitro: Cakir (Turchia);

 

Migliore Athletic Bilbao: Aduriz 7/5;

Peggiore Athletic Bilbao: Benat 6;

 

Migliore Napoli: Hamsik 6;

Peggiore Napoli: Maggio 4.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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