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Questioni da rapper o solo gran sbruffoni?

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Che la musica si evolva è un dato di fatto, basti pensare a come la intendevano i Greci dell’epoca classica, a cosa era la lirica nell’800 e a come due parole messe una dietro l’altra in rima siano la musica di oggi.

La società muta
e anche la musica cambia come conseguente specchio della nostra realtà, che ci piaccia o no. La vera scoperta è che, da anni ormai, chi domina il mondo della musica siano i rapper.

All’alba fu Fabri Fibra – considerando Jovanotti altra generazione oltre che altra tempra- e da li un susseguirsi di “yo-yo” che dovrebbe in realtà esprimere un disagio sociale in rime e che in molti casi di disagiato hanno solo il modo di intendere la vita.

Di Beat Generation se n’è sempre parlato, hanno preceduto gli hippies, hanno riempito libri con i loro atteggiamenti non conformisti; balzando ulteriormente indietro e azzardando con i paragoni i poeti maledetti ebbero il ruolo di bandiera del malessere sociale, quindi ben venga chi denuncia a tinte forti ciò che non va.

Il problema nasce quando quello che era nato per combattere il conformismo, in quello stesso conformismo ci sguazza a meraviglia. Ecco  da dove nasce il mio di disagio che a due giorni di distanza mi sono ritrovata a scrivere prima del rapper ( Fedez) che spacca bottiglie e denuncia la polizia e poi di uno dei “talenti” defilippiani (Briga) che il giorno dopo a quello in cui qualcuno ha iniziato a considerarlo come “prodotto musicale”- perchè di questo si tratta- rifiuta una foto, un selfie, ad una ragazzina che per vederlo aveva impiegato ore, solo perchè quella ragazzina il tuo disco non se l’è potuto comprare.

Eh no! Allora qui non identificatevi più come rapper, qui non si parla di sparare a mille sulla società, sull’amore, su quel maledetto che affligge le vite, qui si parla di soldi, soldi sporchi guadagnati su menzogne e prese in giro a ragazzine per cui poi non vi dimostrate neanche lontanamente all’altezza delle aspettative.

Qui si parla di boriosi ragazzi, che in realtà dovrebbero iniziare ad essere uomini con i loro venticinque anni suonati e invece si evolvono nella becera starlette che passa dai pub alle discoteche e dalle discoteche ai pub sperando che qualcuno li riconosca per poterli poi bellamente mandare a visitare il paese del primo cittadino amico di Alberto Sordi.

A questi ragazzini nessuno ormai può fare la morale, perchè del resto sono rapper e la denominazione stessa gli giustifica ad essere tristi e arrabbiati con il mondo, soprattutto perchè gli 8,90 € del CD che quella ragazza che ha fatto cinque ore di fila non si è potuta compare- CD che una ragazza dopo interminabile ore di attesa non si compra molto probabilmente perchè non se lo può permettere- con quella mancanza non finanzierà quel minimo la nuova maglietta firmata o il cellulare all’ultima moda. 

Se i rapper come questi signori esprimono il disagio, se sono la manifestazione in note di questa società, l‘unica  manifestazione che vedo è quella di ragazzetti emblema del consumismo che inquina le vite e non sono testimoni di ciò con le loro canzoni-denuncia, ma con i loro gesti portatori sani di pochezza morale che mettono in atto con chi quel consumismo tanto amato lo sostiene.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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