Home / Altre rubriche / Zibaldone / In memoriam Ezra Pound

In memoriam Ezra Pound

Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini.

(Venezia 1° novembre 1972)

Venezia oggi è sola, tace
persino l’orchestra puttana a San Marco
e il mare s’atteggia a nichilista
annunciando incursioni
contro la città-museo.
Questo vento che gioca coi capelli bagnati
avrà già portato via il fiore
lasciato a San Michele, in omaggio a zio Ez.
Il vecchio amava Venezia: da qui
si sentiva più vicino alla Cina
che lo tradiva con le bandiere dell’ultima età.
La morte gli ha risparmiato la vista
dei bambini assetati di Coca-Cola
fermi, sulla Grande Muraglia, in posa.
“Supponete che ci sia un re
(degno di questo nome): basterà una generazione
perché si instauri lo jen”.
Così disse Confucio, ma nessuno oggi lo ascolta:
la saggezza non ha dimore
dove abitare.
Ora i miei passi scuotono nelle calli la sera
e attendo che giunga l’alta marea:
il Diluvio è ancora nei piani di Dio.

Cerca ancora

La fine del coraggio delle idee, la dittatura dell’opinione debole

Già nel 1978 Aleksandr Solzhenitsyn, scrittore russo reduce dall’internamento e della persecuzione sovietica, in un …