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A SalTo 2015, Cardini e la Maggioni parlano di jihad e scontro di civiltà

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“L’ipocrisia dell’Occidente” e “Terrore mediatico” presentati di fronte a più di 300 persone.

di Ario Corapi 

 

 

TORINO – I dibattiti e gli approfondimenti continuano a rappresentare il vero punto forte del Salone Internazionale del Libro di Torino, anche nell’edizione di quest’anno composta da un programma decisamente più magro rispetto a quelli delle edizioni precedenti.

Uno degli incontri indubbiamente più interessanti si è tenuto proprio sabato in compagnia due ospiti molto attesi come il Prof. Franco Cardini e il direttore di Rai News 24 Monica Maggioni i quali, sebbene fosse l’ora di pranzo, hanno ricevuto un ottimo seguito da parte del pubblico che ha completamente riempito i 300 posti della Sala Azzurra del padiglione Lingotto.

 

Gli ospiti, che durante l’incontro hanno presentato i loro ultimi due libri, hanno affrontato un tema oggi molto sentito come quello del terrorismo mediatico nell’era dello scontro di civiltà tra l’Occidente e il mondo islamico, accompagnati dalla moderazione del giornalista Cesare Martinetti.

 

Con il suo ultimo libro “Terrore mediatico“, presentato durante l’incontro ma non ancora uscito in libreria, Monica Maggioni non solo racconta la sua lunga esperienza professionale nel descrivere il mondo arabo degli ultimi 12 anni, dalla guerra in Iraq fino all’ascesa dell’ISIS, ma prova a dare una risposta a quella che in fondo è la domanda cardine che ruota attorno al lavoro di un giornalista reporter che racconta le vicende legate alla guerra in Medio Oriente e al terrorismo religioso, ossia “Quando l’orrore diventa spettacolo. Fino a che punto si spinge il dovere di informare?”. Ricordando inoltre la famosa decisione, presa dalla direzione di Rai News 24 per mano appunto di Maggioni, di non trasmettere più dallo scorso febbraio le video-esecuzioni dell’ISIS in tv. Lo scopo è quello di non fare il gioco dei terroristi, i quali puntano a fare propaganda tramite i loro video e favorendo tramite la crudezza delle loro immagini un’opinione pubblica polarizzata che di fatto potrebbe divenire terreno fertile per il proselitismo dei fondamentalisti. D’altronde, l’attentato a Charlie Hedbo avvenuto lo scorso gennaio a Parigi, ha avuto di per sé sia un’origine che uno scopo mediatico.

 

Tuttavia le controversie internazionali, fatte di guerre e terrorismo, tra Occidente e mondo arabo non sono state animate in questi anni solo dai media, ma anche dagli antefatti che le hanno originate. Non si può fare a meno di ricordare gli errori di miopia commessi dalle potenze occidentali in questi anni, come l’occupazione dell’Iraq nel 2003 per far cadere il regime di Saddam Hussein e nel tentativo di trovare delle armi di distruzione di massa poi mai rinvenute. Le potenze occidentali ritirarono le proprie truppe nel 2008, lasciando un Iraq ormai allo sbando in balia dei fondamentalisti, convinte che sarebbe bastato il silenzio mediatico a far dimenticare tutto all’opinione pubblica. E ancora, non bisogna nemmeno dimenticare la stagione delle primavere arabe con tutte le loro conseguenze, a cominciare dalla caduta di Gheddafi in Libia nel 2011, fortemente voluta dai governi occidentali, che ha di fatto offerto terreno fertile per l’ISIS e si è portata dietro la catastrofe umanitaria dei migranti che oggi gli stati europei fanno fatica a fronteggiare. Stendiamo infine un velo pietoso sulla guerra civile in Siria e su come il presidente siriano Assad sia arbitrariamente divenuto il nemico di tutti i non allineati.

 

E proprio a questo si collega l’analisi di Franco Cardini nel suo ultimo saggio “L’ipocrisia dell’Occidente“, un’analisi alquanto critica nei confronti della visione mainstream dello “scontro di civiltà”. La visione che vede contrapposti da una parte l’Occidente cristiano (che di cristiano ormai ha ben poco, come dice Cardini) e il Medio Oriente musulmano (una regione parzialmente musulmana e in cui i musulmani vivono in realtà disomogenee, sempre secondo Cardini) divulgata dal politologo statunitense Samuel P. Huntington negli anni ’90 e poi ripresa dalla saggista nostrana Oriana Fallaci. Sempre secondo Cardini, l’Occidente (più laico che cristiano) non uccide in nome di Dio o di Allah come l’ISIS, ma uccide comunque in nome del petrolio, dell’uranio e del denaro e lo fa animato appunto da un’involontaria ipocrisia e da un’illusoria convinzione di fare il Bene. Il mondo musulmano si fonda sul Sacro, sul divino e sull’irrazionale follia, mentre il mondo occidentale si fonda sui rapporti di produzione e sugli interessi economici, paragone sufficiente a confutare la visione secondo cui si tratterebbe di uno scontro religioso e culturale. Senza contare infine le secolari affinità e gli scambi culturali avvenuti tra Occidente e Oriente nei secoli passati, a partire dalla matematica dei numeri arabi, la chimica e la medicina giunteci in Occidente tramite le scritture in greco bizantino.

 

@ArioCorapi

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Di Redazione Elzeviro.eu

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