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Pino Scorciapino e le sue “8 righe in due anni”

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Ieri, 25 ottobre, presso Valguarnera, piccolo paese della provincia di Enna si è tenuta la presentazione del libro scritto da Pino Scorciapino “8 righe in due anni”, libro- raccolta di editoriali pubblicati dal noto giornalista siciliano sul quotidiano online “Sicilia informazione”. A presiedere la conferenza oltre allo scrittore, il presidente dell’Associazione culturale “Francesco Lanza”Rina Virzì, il sindaco del paese Sebo Leanza ed il relatore Salvatore Di Vita. Il libro approfondisce le tematiche che hanno afflitto l’Italia dal Marzo 2010 al Settembre 2012.

Pino Scorciapino è un giornalista e politico nato a Troina, ma che per motivi lavorativi vive la quotidianità palermitana.  Getta le basi per la sua carriera giornalistica nella seconda metà degli anni ’70 e vanta collaborazioni giornalistiche oltre che cartacee anche televisive. Egli si interessa soprattutto di giornalismo d’inchiesta e questo gli permette di entrare in contatto con la realtà del territorio siciliano sotto tutte le sue sfaccettature, soprattutto porta a galla con le sue interviste le maggiori problematiche che colpiscono tutta la regione Sicilia e tramite il suo operato costruisce le basi per la sua visione delle vicende politiche, sociali e culturali della Sicilia di ieri e di oggi.

Nel momento in cui inizia la sua collaborazione con Salvatore Parlagreco si fa concreta la creazione di una rubrica, “8 righe” per l’appunto, dove racchiudere con sarcasmo e professionalità la visione dell’Italia di oggi. L’idea originale della brevità della rubrica lascia spazio alla libera espressione di Scorciapino, che racchiude gli editoriali, dal Marzo 2010 al Settembre 2012, nella sua ultima fatica cartacea.

L’obiettivo del libro come il dottor Salvatore Di Vita, relatore alla presentazione valguarnerese, riassume egregiamente nella conferenza, è quello di donare un punto di vista unico alle vicende che hanno portato l’Italia dal periodo di assoluto potere berlusconiano, alla profonda crisi e all’Italia dei professori. Lo scopo principale è quello di dare uniformità a quegli editoriali che, sparsi all’interno del giornale, raccontavano un singolo episodio, negando la possibilità di collegare le varie vicende sotto una prospettiva unica e di analisi critica delle vicende. Il libro come un puzzle collega i vari tasselli e ci dà una cronaca precisa e dettagliata di ciò che è avvenuto; citando il dottor Di Vita:

” Si sviluppa da un governo gaudente che negava la crisi al Presidente Monti e i sacrifici, dove il momento di gaudio scompare di colpo”.

Nel momento in cui l’autore prende la parola ci parla, attraverso i contenuti del suo libro,  di questa Italia che è “un morto che cammina”; afferma la gloria, che va assopendosi, di una Nazione che concorreva al posto di ottava potenza europea e che all’improvviso perde credito agli occhi delle altre potenze mondiali. Non trascura di trattare la questione del debito che grava sulle nostre spalle e sarcasticamente ci parla di come il suo nipotino appena nato abbia già un debito di 36.000 euro da estinguere, riflessione che ci induce a sorridere, per poi costatare quanto d’amaro ci sia in questa affermazione. Sottolinea argutamente tutte le fasi del crollo della “Grande Italia” e di come il popolo sia stato testimone inconsapevole, distratto dalle notizie mediatiche che in quel periodo puntavano l’accento sulla vita privata e dai dubbi mores maiorum del nostro ex Premier S. Berlusconi. Parla di coraggio che manca a questa Nazione sfinita dalla burocrazia e dal sistema. Tutti temi che si trovano nella sua raccolta di editoriali, tutti argomenti che toccano la quotidianità di ciascuno, anche lo stesso autore riporta due episodi legati al suo paese di origine, per dimostrare che tutto ciò che è presente all’interno del libro non è assente dalla realtà di ogni singolo cittadino.

E’ una lettura che parla di cronaca e, come gli autori dell’antica Grecia punta all’autopsia: la conoscenza diretta dei fatti trattati, volontà di dare valore alla situazione presente da chi il presente lo vive.

Se è vero l’assunto che la cronaca può nutrire gli animi e che comprendere il presente aiuta a migliorare il futuro, allora di certo questa lettura risulta essere consigliabile.

Caterina

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Di Redazione Elzeviro.eu

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