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Sardomachia

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Sardomachia

Sechi Aldo

? 12,00

2012, 168 p., brossura

Arpeggio Libero  (collana Magistra)

Non è costume degli ultimi decenni quello dell?alterazione della Verità. Anzi, potere e distorsione della realtà fattuale delle cose vanno di pari passo sin da quando è comparso il primo. E facilmente si è indotti a credere che un certo evento sia molto più drammatico e rischioso per noi , di quanto sia in realtà.

Sardomachia di Aldo Sechi, edito da Arpeggio Libero, è un romanzo storico ambientato nel periodo dell?antica Roma, più precisamente durante la Seconda Guerra Punica (218 a.c. -202 a.c.), e che si apre proprio con una riflessione sul tema della Verità distorta da parte del personaggio narrante Lucio Vero Viridio che afferma: «la mia attività di cantore fu sempre volta alla ricerca della verità di fronte agli dei, e non di verità di comodo o propaganda da dare in pasto alle cerimonie trionfali in onore dei condottieri celebrate nel Monte Capitolino».

L?intero romanzo è il racconto del Viridio settantenne. Egli narra le proprie vicende al seguito di Marco Pomponio Matone, condottiere, di cui Viridio dovrà poi cantare le gesta, inviato in Sardegna per sedere una rivolta della popolazione autoctona. Ma questo ben presto, entrando a contattore diretto con gli abitanti dell?isola, si renderà conto che quanto millantato da Roma sia falso e, in seguito ad un travaglio interiore, passerà dalla loro parte. Anche l?amore per un?indigena sarà importante per giungere a questo cambiamento di fronti.

Sin dall?inizio, dunque, si insinua il piacevole sospetto che il romanzo non intenda essere solamente storico, ma voglia anche lanciare delle critiche creando dei paralleli con il mondo odierno. In primo luogo, appunto, la questione della Verità, che il più delle volte è distorta, così come spessissimo accade nei nostri media. In secondo luogo si possono intravedere delle critiche anche ad un certo tipo di uomo politico: opportunista e piegato alla logica del fine che giustifica i mezzi. Matone funge allora da uomo politico tipo, venendo descritto come: «di discutibili o meglio inesistenti virtù morali», che adora «in massima parte l?oro ed il potere senza dare il minimo credito alla nobiltà d?animo, alla saggezza e alla temperanza» e «di bassa statura sia morale che fisica».

Lo stile vuole far risuonare nelle orecchie del lettore lo stesso tono che si può sentire nelle traduzioni di qualche storiografo latino. La scelta non appesantisce la lettura ed è un buon metodo per calarsi nella finzione romanzesca secondo cui quanto racconto è stato composto proprio da un antico romano.

Sardomachia non è solo un romanzo che parla della resistenza di un popolo (in più utilizzando materiale proveniente da ricerche universitarie) e una storia d?amore. Ma si presta anche ad una lettura di critica del mondo moderno, che senza dubbio stimolerà le menti dei lettori a riflettere.

Luca V. Calcagno

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Di Redazione Elzeviro.eu

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