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In ricordo di Taiji Kase

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Quando si parla di arti marziali si può cadere facilmente nel tranello accattivante di molta cinematografia occidentale e soprattutto orientale.

di Costantino Ceoldo

Si può arrivare cioè a credere che per apprendere qualcosa di profondo e complesso basti il tempo limitato di un sapiente montaggio cinematografico accompagnato da una colonna sonora incalzante, invece che anni e anni di sudore e fatica, di impegno continuo, di determinazione, di fermezza nei confronti dei propri fallimenti.

I film spettacolari mostrano raramente lo scoramento a cui può andare incontro il praticante comune, quello appassionato, perfino quello che ottiene rapidamente dei risultati in virtù di un talento naturale. Eppure è proprio con la debolezza intrinseca dell’animo umano e con i limiti fisici del proprio corpo che deve confrontarsi chi decide di abbracciare certe discipline.

Possiamo ben dire che l’arte marziale

non è un insieme di tecniche “magiche” grazie alle quali l’avversario può essere sconfitto come per incanto né l’avversario stesso è una preda da schiacciare, come a volte fin troppo facilmente viene identificato da qualche spirito debole che si scatena con ferocia animale in risse da bar, reso ebbro di superbia dai rudimenti del combattere che ha avuto la fortuna (o la sfortuna, piuttosto) di imparare.

Per rimanere nei limiti dell’umano, senza tradire la propria intima e migliore natura ma, al contrario,per raggiungerla pienamente, dobbiamo confrontarci con coloro che sono stati prima di noi e che hanno raggiunto dei risultati che li pongono tra i grandi.

Uno di essi è stato sicuramente il giapponese Taiji Kase, maestro di Karate dello stile Shōtōkan, il cui lascito, a 16 anni dalla morte, è ancora fecondo tra coloro che lo hanno conosciuto da vicino e che sono stati suoi allievi.

Tra gli allievi italiani più stretti di Kase vi è stato Roberto Bacchilega,che ha avuto la fortuna di sviluppare un rapporto molto stretto con il maestro. Ho intervistato il signor Bacchilega, che ringrazio per la sua disponibilità e pazienza, mosso dalla speranza di offrire un momento di riflessione su alcuni temi che stanno a cuore a noi tutti appassionati di questo mondo.

 

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