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La Concordia smaschera l?ignoranza

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PALERMO – L?ennesima storia di soldi mal spesi sta per avviarsi all’epilogo che avevamo subodorato nell’articolo “Dove rottamare la Concordia”

Franco Gabrielli, il capo della Protezione Civile ha affermato, in una intervista rilasciata all’Ansa, che “Lunedì prossimo la Concordia verrà riportata in condizioni di galleggiamento”.

Ha inoltre dichiarato che il relitto verrà smaltito a Piombino, se il porto sarà in grado di ricevere la nave.

Queste parole hanno destato in noi uno sconvolgimento degno di un mare forza 8.

Le affermazioni del responsabile della Protezione Civile appaiono inqualificabili per il ruolo che riveste.

Come è possibile che non sappia che il porto di Piombino NON E? in grado di accogliere il relitto, quando le relazioni dei Vigili del Fuoco lo dichiarano con certezza?

Il porto di Piombino non è in grado di accogliere la Concordia: ma il premier Letta, nelle mani del Ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato, ha firmato per un contributo di 110 milioni di euro per  tentarne l?adeguamento.

Si vuole qui ricordare, che dietro la rottamazione della Concordia c?è un affare, di 500 milioni di dollari nel mese di agosto, oggi levitato a 600 milioni.

Si vuole qui far presente che gli studi dei periti avevano dimostrato la reale pericolosità del relitto, che in ogni caso non può rimanere nelle condizioni di parbuckling per più di tre mesi.

Dopo tutti questi ricordi abbiamo a che fare con 110 milioni di euro alla Regione Toscana per tentare di adeguare il porto di Piombino; 600 milioni di dollari, il giro di affari per la rottamazione della barchetta; ulteriori spese  non quantificate per il consolidamento della stessa, perché deve rimanere lì fino alla prossima primavera (in attesa che i lavori al porto di Piombino siano stati eseguiti).

Ora, o siamo troppo prevenuto, o il sig. Letta ed il Capo della Protezione Civile non sono in grado di gestire le quattro operazioni.

Come al solito, siamo in una nazione, che chiede ai contribuenti di stringere la cinghia e possibilmente di impiccarsi con la stessa, per risparmiare sulla corda e il sapone.

Durate l?ultima guerra mondiale, Palermo docet, quando un rifugio antiaereo veniva centrato dalla bombe degli alleati, non si riesumavano i corpi: si erigeva una stele in memoria di quanti, in cerca della salvezza, avevano trovato la morte.

In Italia, in tempi di vacche magre molti, troppi, pensano di potere ricavare ancora qualcosa dalla spremitura delle pietre?

Tutto ciò dimostra, ancora una volta, come il governo Letta persegua interessi che sono distanti da quelli del Paese, dettati da convenienze politiche e prive dell?attenzione alle realtà presenti sul territorio italiano.

Dimostra anche che il Capo della Protezione Civile sconosce il territorio italiano e le infrastrutture presenti sullo stesso che consentirebbero lo smaltimento del relitto della Concordia già dal giorno successivo alla sua rimessa in condizione di galleggiamento.

Giuseppe Morello

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Di Redazione Elzeviro.eu

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