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Io sono un uomo

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Io sono un uomo

Panaro Angela; Stecca Antonio

? 12,00

2012, brossura

Arpeggio Libero

Su queste pagine è stato più volte sostenuto che una raccolta di racconti permette di affiancare tra di loro più immagini, dove ognuna di essere nello spazio di poche pagine ci restituisce un ambiente, un personaggio, una critica o un sentimento. E la visione del mondo che l’autore offre al pubblico dei lettori si ottiene dalla giustapposizione di queste diverse immagini.

Con Io sono un uomo di Antonio Stecca e Angela Panaro si ha a che fare con una serie di personaggi e di situazioni normali. Ma proprio la normalità che c?è in questi personaggi risulta drammatica. Lo si vede con chiarezza nel primo racconto, forse quello più riuscito, Il consigliere in “mutande”. Racconto nel quale viene presentato un personaggio opportunista e perversamente baciato dalla fortuna che riesce ad ottenere ciò che vuole, come il lavoro vicino a casa ad un?età piuttosto giovane, e non per vie oneste, ma con rapporti al limite del clientelismo. La normalità si fa tristemente drammatica, perché quella che ci viene descritta è la storia tipo di un politico italiano trasformista, che non risulta per niente fantasiosa o esagerata. Rappresenta un certo e diffuso andamento della realtà nostrana: «perché i voti non si trovano tra la gente comune, ma tra chi la gente la governa» ed è proprio in questo “realismo”, che con crudezza riprende la Società di oggi, che sta la drammaticità.

Gli altri racconti sono meno impegnati o critici rispetto al primo, però rispettano la caratteristica aderenza alla realtà che poi risulta drammatica. Troviamo il ragazzo che sperimenta fino in fondo la dicotomia città/campagna e: «l?anonimato che offre la grande città». Troviamo chi sperimenta e sceglie il Terzo Mondo rispetto al Primo, perché «mondo autentico, dove non si ha paura di parlare della morte che fa parte della vita». Troviamo, ancora, quello che si regola la vita e poi per un nonnulla tutti i piani vengono sconvolti e quel figlio che invece vive la (a)normalità di un divorzio.

Lo stile è semplice, non particolarmente elaborato e non si perde in futili descrizioni, tanto per abbellire produrre “massa” di pagine. Si potrebbe definire veloce: punta a ciò che intende raccontare. Non bisogna pensare però che questa velocità sia indice di superficialità.

Io sono un uomo è un libro di racconti che cerca di trattare della nostra Società attraverso personaggi, come il politico opportunista, il figlio di divorziati, il nevrotico che deve programmarsi tutto. Ad una lettura scorrevole si affiancano delle tematiche molto attuali e prese direttamente dalla Società di oggi che, ad un lettore attento, daranno di sicuro modo di pensare.

Luca V. Calcagno

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Di Redazione Elzeviro.eu

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