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Sono stato io

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Sono stato io

Foffa Roberto

? 16,00

2013, 288 p., brossura

Arpeggio Libero

Il thriller deve vertere sulla trama e tenere il lettore incollato alla pagine. Ma oltre a questo sarebbe preferibile che vi fosse di più, specie quando un delitto può diventare il motivo scatenante per presentare i lati più nascosti dell?Uomo e della Società.

Sono stato io di Roberto Foffa, edito da Arpeggio Libero, si presenta come un romanzo giallo che è qualcosa di più che un trama avvincente.

In una villa viene scoperto il cadavere di Luigi Rossi, suicida e pensionato ex cavatore. Sembrerebbe essere un “normale” caso di suicidio, se non fosse per la lettera con cui Rossi si congeda dalla vita. In questa lui si dichiara incapace di sopportare il peso del sangue che ha fatto versare. A ciò poi si aggiunge il ritrovamento, in ogni anfratto della casa, di denaro fino ad un 4 milioni di euro. Di Luigi Rossi nessuno sa niente e i pochi che lo hanno conosciuto non sono né colpiti dalla sua fine né possono dare molte informazioni su di lui. L?ispettore Cortinovis e tutta una serie di suoi colleghi dovranno cercare di capire il perché di quelle parole e di quella fortuna.

Lo stile dell?autore è velatamente pungente e ironico. L?impressione che se ne riceve non è quella seriosa di un giallo o un thriller come ce ne sono tanti, bensì è come se l?autore prendesse in giro i propri personaggi e questi lo facessero a loro volta gli uni con gli altri. E? come se l?autore volesse far emergere il lato ironico di certe situazioni, come un coroner che cercando il colpo di scena davanti agli ispettori tira fuori le interiora di un cadavere per mostrare dove è stato colpito. L?effetto che si riceve è quello di uno straniamento: da un lato parrà di trovarsi davanti ad un qualcosa che non si vuole prendere troppo sul serio e che a volte ricorda le commedie poliziesche anni ?70 – ?80. Altre volte ci si renderà conto di come il tutto non sia costruito solo in funzione dell?ironia e che, privata di questa, la trama funzionerebbe ugualmente.

L?autore inoltre ha inserito con i pensieri dei propri personaggi riflessioni pungenti su certi costumi nostrani, benché i fatti siano ambientati nel 2005. Ci si prende gioco dei vicini impiccioni, ma si fa anche riferimento alla triste realtà delle morti sul lavoro. Il bar di una bocciofila in stile anni ?70 sembra un cimelio “cult-trash”, ma si fa anche riferimento alle case popolari degli anni ?50 dall?affitto bassissimo e dagli altrettanto bassissimi comfort.

Sono stato io è un romanzo dotato di una trama ben costruita e molto interessante. Il lettore si ritrova a porsi domande e a formulare ipotesi. Inoltre il tutto viene impreziosito da un?ironia che partendo dalla trama cerca di allargarsi e abbracciare tutta l?Italia, oggi come ieri.

Luca V. Calcagno

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Di Redazione Elzeviro.eu

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