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Scusi Santità ma…chiedere scusa a chi?!

Le recenti esternazioni di Papa Francesco relative agli omosessuali nei confronti dei quali dovremmo tutti chiedere scusa ha lasciato il segno ma soprattutto ci ha lasciato basiti e perplessi. Qui beninteso non si tratta di giudicare nessuno perché in fondo siamo tutti peccatori e quella benedetta pietra originariamente destinata alla donna adultera dobbiamo gettarla per terra perchè nessuno può ritenersi innocente. Qui si tratta di qualcosa di diverso: qui parliamo dell’avallo e del consenso morale nei confronti di chi è comunque fuori dalla dottrina del Cristianesimo che lo si voglia o no. Ora pare evidente che Sua Santità, con queste sue curiose esternazioni, si sta facendo sempre più portavoce del pensiero progressista che si annida all’interno del Vaticano.

Un pensiero che vorrebbe smantellare gran parte della dottrina morale che ci è stata insegnata nei Vangeli consegnando al mondo una Chiesa permissiva e…a dimensione umana, in pratica una Chiesa che pur di ricevere il plauso delle masse a queste si adegua rinunciando alla propria identità. Stiamo lentamente scivolando verso la negazione del necessario spartiacque tra ciò che è comunque bene e ciò che è comunque male. In parole povere stiamo approdando sui lidi del relativismo e del materialismo di stampo ateistico perché solo una visione agnostica può giustificare e permettere la mancanza di un concetto assoluto di ciò che è bene e male agli occhi di Dio proprio perché quello stesso Dio non lo si vuole più conoscere e riconoscere forse perché semplicemente scomodo.

Dire che dobbiamo chiedere scusa agli omosessuali dovrebbe portare alle seguenti conclusioni e cioè che Dio o… madre natura per chi non ci crede, hanno drammaticamente sbagliato a farci uomini e donne con apparati riproduttivi complementari e assolutamente necessari per la procreazione. Uno sbaglio terribile quello di Dio perché negherebbe la gioia della paternità e maternità alternative all’interno di singolari caricature della famiglia naturale. Uno sbaglio…inconcepibile per i rappresentanti dell’Arci Gay e di chi la pensa come loro perché negherebbe il…diritto sacrosanto di ogni bambino ad avere due padri o due madri (sic!), il diritto dello stesso ad assistere da inerme spettatore diretto o indiretto alle performances sessuali diciamo così alternative dei suoi bizzarri genitori, e viceversa porterebbe al riconoscimento del…nefasto e…inconcepibile diritto sempre dei bambini ad avere un padre e una madre naturali.

Uno sbaglio tremendo quello di Dio che negherebbe poi anche il diritto alle squallide e volgari rappresentazioni carnevalesche  degli omosessuali ai gay pride. Se quello che si vede in quelle occasioni, e che i normali cittadini devono comunque sorbirsi in nome della cosiddetta tolleranza è l’immagine della società che Papa Francesco, e con lui il cardinale Walter Kasper, auspica, i valori ai quali dovremmo tutti attenerci e uniformarci, allora noi da questo momento nella…sua particolare e “innovativa” chiesa non ci riconosciamo più e tanto meno chiederemo scusa perché semplicemente non ci identifichiamo in quei valori. Sua Santità ci dispiace ma la nostra posizione è solo frutto di una coerenza di fondo…siamo peccatori ma anche Cristiani: almeno ci lasci il diritto e il coraggio di pensarla come tali.

Di Roberto Crudelini

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