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Sanità, quando il pubblico è un muro di gomma, il privato prospera

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Da quando è finito il lockdown ogni intervento medico richiesto in famiglia è passato dal privato, con relativi ingenti esborsi.

di Andrea Zhok

Per qualunque richiesta di visita che non fosse un’urgenza da Pronto Soccorso i tempi per un appuntamento, almeno nella mia regione, sono diventati del tutto inutili a fini sanitari. Spesso, per questioni che non sono ritenute urgenti si incontra persino senz’altro un rifiuto a prendere l’appuntamento, per quanto remoto.
Queste esperienze personali mi sono state confermate da numerose altre persone, che hanno incontrato i medesimi ostacoli.

Inoltre, i contatti con il pubblico si sono rarefatti

E` quasi impossibile parlare fisicamente con un impiegato, in quanto per ragioni di sicurezza tutto passa attraverso appuntamenti telefonici, se si ha la fortuna di prendere la linea.
Purtroppo il servizio in remoto può essere una cosa bellissima ed appagante per tutti, se è svolta in maniera puntuale e solerte, ma se invece è latitante o renitente, l’impressione che ha il cittadino è semplicemente quella di un muro di gomma impermeabile. (In presenza, ad uno sportello, una qualche risposta la si deve ottenere, e ci sono testimoni, al telefono questo privilegio non c’è.)

Ora, immagino che ciò possa aver a che fare con l’eccesso dei carichi di lavoro, dovuto all’accumulo delle liste d’attesa durante il lockdown. O forse anche con nuove difficoltà organizzative, dovute alla rimodulazione in telelavoro di alcune componenti. O magari ci saranno altre ragioni, che ignoro (e che magari persone del settore potranno spiegarmi).
Quello che però resta come un dato di fatto è che, dopo la fase eroica del SSN, visto come salvatore della Patria, e a cui tutti hanno tributato un ringraziamento, ora mi sembra stia palesemente subentrando una fase di scoramento, in cui il Servizio Sanitario Nazionale sembra oramai solo una funzione sulla carta, che eroga in tempi e modi utili oramai così pochi servizi, da indurre sempre più persone a non farci più affidamento.

Chi se lo può permettere va in privato, gli altri accendono un cero.

Non vorrei che l’ultima beffa, dopo aver cantato dalle finestre l’orgoglio di avere un servizio sanitario pubblico, sia l’esaudimento di quel desideratum liberista che è la definitiva privatizzazione della sanità.

E` utile ricordare che la privatizzazione della sanità non è qualcosa che avviene con una solenne dichiarazione, ma con una silenziosa sostituzione progressiva, che rende il servizio pubblico prima carente e infine superfluo (è bene ricordare che neanche negli USA esiste solo la medicina privata; solo che il pubblico è circoscritto a situazioni emergenziali.)

Ricordo anche, a chi pensa che non ci sia la volontà politica di andare in questa direzione, che la privatizzazione crescente del sistema sanitario è stata attivamente promossa in Parlamento da 4 forze tra le 6 maggiori (Lega, PD, IV, FI).

Ecco, dunque va benissimo parlare di Covid, rispetto a cui dobbiamo continuare ad avere attenzioni, però ricordiamo che si crepa o ci si ammala malamente per un sacco di altre patologie, e che con le (meritate) lodi ai nostri medici non si cura nessun paziente.

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