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La Nasa ora apre alla vita aliena ma…solo se sotto forma di microrganismo

 

 

Durante un convegno tenuto negli Stati Uniti il capo scienziato della Nasa, la dottoressa Ellen Stofan, ha timidamente ma ufficialmente ammesso che con molta probabilità non siamo soli nell’universo. L’eminente ricercatrice ha anche aggiunto che entro i prossimi dieci-venti anni, grazie ad una tecnologia sempre più avanzata, saremo probabilmente in grado di scoprire l’esistenza di altre forme di vita sebbene non sotto forma di ominidi verdi ma solo di microrganismi. Secondo la dottoressa statunitense, insomma, dovremmo consolarci pensando che a tenerci compagnia negli smisurati abissi cosmici ci saranno tranquillizzanti e simpatici protobatteri che magari non potranno condividere con noi ad esempio la passione per la ricerca ma che potranno (sic!) dare un senso alla nostra eterna solitudine su questo sperduto masso errante di un altrettanto sperduto sistema solare.

 

A latere dell’importante ma…paradossale affermazione della scienziata americana, sappiamo che recentemente, in un sistema solare in formazione, distante dal nostro circa 450 anni luce, grazie ai dati raccolti dal telescopio di Atacama in Cile, sono stati scoperti i mattoni dell’esistenza della vita. Si tratta di molecole organiche di cianuro di metile e di cianuro di idrogeno…non da utilizzare per poco simpatiche pratiche di suicidio o…di accoppamento di altri esseri umani, ma essenziali per lo sviluppo della vita a causa della presenza di legami di carbonio e azoto necessari per la formazione degli aminoacidi a loro volta mattoni primi per lo sviluppo delle proteine.

 

Comunque di…omini verdi con le antenne neanche a parlarne… . Peccato che nessuno alla Nasa si sia chiesto perché da tali microrganismi alla fine avremmo dovuto svilupparci soltanto noi, caso unico in tutto l’infinito universo che ci circonda. La nostra stessa esistenza come esseri pensanti e  auto coscienti dovrebbe, anche nella mente dei più intransigenti e allineati tra gli scienziati, rivelare che a volte da quei piccoli microrganismi può innescarsi una reazione a catena che nel giro di qualche milionata di anni ha portato, perché con noi, fino a prova contraria, è successo, allo sviluppo di forme di vita complesse e…pensanti. Altrimenti saremmo di fronte ad un enorme e…poco credibile spreco di energie e risorse: un intero Universo infinito per sfornare alla fine solo le nostre brutte e insulse facce per giunta incredule di fronte a quello stesso miracolo della vita che ci ha dato immeritatamente l’incipit. Dall’alto della nostra infinita presunzione, non siamo evidentemente ancora in grado di pensare all’esistenza di altri esseri simili a noi soltanto perché, così facendo, scopriremmo inevitabilmente di non essere né unici né tanto meno irripetibili e…questo ci darebbe un enorme fastidio.

 

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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