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Astronavi sui cieli del Rinascimento

 

 

 

Di solito si pensa che gli avvistamenti UFO siano un fenomeno tipico del XX secolo e in particolare degli ultimi settant’anni. Se la quantità delle testimonianze e dei relativi fenomeni più o meno spiegabili sembra in qualche modo avallare tale tesi, può essere in qualche modo riduttivo e semplicistico pensare che nei secoli passati nulla di simile sia mai potuto accadere. La storia antica  è infatti piena di fenomeni celesti altamente enigmatici e apparentemente inspiegabili a cui forse i nostri antenati diedero  spiegazioni decisamente più mistiche e religiose che non ufologiche.

Quello che successe la mattina del 14 aprile del 1561 sui cieli di Norimberga, seguito cinque anni dopo da un fenomeno analogo sui cieli di Basilea, rappresenta forse l’episodio più eclatante ma anche maggiormente testimoniato tra tutti quelli riportati dai cronisti antichi.

Quello che apparve agli occhi degli allibiti abitanti di Norimberga fu un qualcosa di incredibilmente grandioso e dai connotati decisamente apocalittici tanto da far pensare a molti ad un fenomeno divino-escatologico.

A quei tempi infatti la coscienza collettiva non era portata a pensare a possibili visite aliene da altri mondi ma si riportava tutto nell’alveo sicuramente più rassicurante dell’azione divina. Dell’incredibile episodio abbiamo la preziosa testimonianza del cronista dell’epoca Franz Glaser il cui testo, corredato da una per certi versi incredibile e particolareggiata stampa a colori, venne pubblicato sulla Gazzetta della città di Norimberga ed è conservato attualmente presso la “Wickiana”della Biblioteca Centrale di Zurigo.

Di quella immane scena stile “Indipendence day” furono testimoni tutti gli abitanti della città tedesca e quindi non si trattò di una montatura, tra l’altro, in quei tempi assai improbabile. E neppure si trattò di una qualche forma di psicosi-allucinazione  collettiva anche perché se è possibile che una quindicina di persone possano sbagliarsi scambiando le classiche lucciole per lanterne, è altamente improbabile che nell’errore clamoroso possano essere incappate decine di migliaia di persone nello stesso momento, come riportato dallo stesso Glaser. Quella mattina si incominciarono a vedere accanto al sole due grandi oggetti a forma di falce, come una sorta di luna calante di colore rosso vivo, oggetti che incominciarono a spostarsi velocemente prima ai lati dell’astro diurno e poi sopra e sotto. Dopo alcuni istanti si vide un numero incredibile di misteriose sfere di colore rosso, blu e nero anche di forma discoidale, sia singole che in formazioni di 3-4 elementi. Furono avvistate anche strane croci di colore rosso e  oggetti volanti di forma allungata  con la parte posteriore allargata rispetto a quella anteriore.

In mezzo a questo enorme “campo di manovra” celeste si videro anche enormi oggetti di forma cilindrica con dentro a loro volta un numero imprecisato di sfere luminose. Questi innumerevoli oggetti sparpagliati nel cielo incominciarono ad un certo punto a combattere tra di loro, sono le parole precise di Glaser, combattimento che andò avanti per circa un’ora e che ebbe il suo epilogo con la caduta di alcuni di questi misteriosi oggetti nelle campagne circostanti con gran frastuono, fumo e distruzione.

Alla fine comparve un enorme e inquietante oggetto a forma di freccia nera così come è perfettamente riportato nella stampa a colori giunta fino a noi. Le spiegazioni che all’epoca vennero date dell’accaduto furono tutte, come detto, di natura religiosa, infatti la mente dei nostri antenati non era ancora in grado di ipotizzare l’esistenza di civiltà aliene e la possibilità che queste potessero venire a farci visita. Si pensò a Dio e ad un suo possibile avvertimento nei confronti dell’umanità, un avvertimento in chiave escatologica e apocalittica, con le schiere angeliche da una parte e quelle diaboliche dall’altra ad affrontarsi in un immane scontro nei cieli.

Stesse considerazioni possiamo farle riguardo al secondo episodio accaduto cinque anni dopo e precisamente la mattina del 7 agosto del 1566 sul cielo di Basilea, quando apparvero numerose sfere discoidali che incominciarono a spostarsi da un punto all’altro del cielo a folle velocità. Ad un tratto questa sorta di esercito celeste incominciò pure a scambiarsi quelli che sembrarono agli atterriti abitanti di Basilea veri e propri colpi di cannone, con nubi, fumo e calore intenso avvertito al suolo. La cosa strana è che, stando a quanto ci è stato riportato dal cronista dell’epoca, dopo il “cannoneggiamento” le sfere diventarono di colore rosso fuoco. Anche questo resoconto pubblicato allora sul giornale locale “Il volantino di Basilea” è tutt’ora conservato, insieme al documento di Norimberga,  presso la “Wickiana” della Biblioteca Centrale di Zurigo. Molti studiosi hanno cercato di dare dei due episodi una spiegazione rassicurante di carattere scientifico attribuendo i fenomeni misteriosi di cui sopra ai cosiddetti “pareli“, abbastanza diffusi a quelle latitudini e ai raggi crepuscolari. Siamo andati a documentarci per sapere qualcosa di più preciso su queste manifestazioni di carattere celeste. Il termine “parelio” si riferisce ad un fenomeno ottico di natura atmosferica provocato dalla rifrazione della luce solare da parte di piccoli cristalli di ghiaccio che si trovano di solito sospesi nell’atmosfera specialmente nelle latitudini più a nord, fenomeni che però di solito sfuggono agli occhi degli osservatori proprio perché avvengono nei pressi del sole. Guardando alcune foto del fenomeno ci si rende conto di come non ci sia alcuna similitudine con quanto accaduto sui cieli della Svizzera e della Germania così come è stato fedelmente riportato dalla stampa dell’epoca. Nel caso di un “parelio” si hanno infatti alcune sfere di colore bianco che sembrano allargare la corona solare e che, ripetiamo, l’occhio umano non può apprezzare dal vivo a causa della luce abbagliante del sole. E poi, nel caso dell’avvistamento di Norimberga, si parla di oggetti che andarono a schiantarsi al suolo con un boato e con grande fumo. Si parla poi, nell’episodio di Basilea,  anche di colpi simili a quelli di un cannone del tutto fuori luogo nel caso di un “parelio“.

Per quanto riguarda il fenomeno dei cosiddetti raggi crepuscolari, si tratta di un fenomeno di rifrazione tipico del momento del crepuscolo, dell’alba o del tramonto, che provoca la visione di raggi solari che sembrano apparentemente irradiarsi da un unico punto del cielo. Che cosa centri questo con i due episodi di Norimberga e Basilea francamente non lo sappiamo…e facciamo fatica ad immaginarlo. Potremmo pensare in alternativa anche ad un immane scontro tra una miriade di asteroidi o di corpi meteorici fra di loro ma, anche qui, un fenomeno del genere è praticamente impossibile come non è immaginabile che la fascia di asteroidi presente nel nostro sistema solare possa essersi spostata all’improvviso nella nostra atmosfera per…giocare all’autoscontro. Non restano quindi, allo stato attuale, altre ipotesi razionali che possano dare o almeno avvicinarci a fornire una spiegazione plausibile dell’accaduto. Resta l’ipotesi, per noi incredibile, di un’immane battaglia celeste combattuta per motivi sconosciuti tra due opposti schieramenti, un’andata e…un ritorno con tanto di rivincita e con un esito finale sempre a noi sconosciuto. Non sappiamo ovviamente i motivi di un tale scontro ma qualcuno potrebbe pure ipotizzare che forse in palio…c’eravamo proprio noi e il nostro pianeta e se…siamo ancora vivi forse vinsero quelli “buoni”.

 

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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