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Un enorme Zed incastonato dentro la Grande Piramide. Ma a cosa serviva?

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FORSE UNA SPIEGAZIONE C’E’ ANCHE SE PUO’ SEMBRARE INCREDIBILE.

Nel mio ultimo articolo sui bassorilievi raffiguranti le “lampade” di Dendera, mi sono occupato dei simboli Zed su cui le lampade in questione sembrano appoggiarsi. E ho pure accennato al fatto che alcuni scienziati hanno ipotizzato, dal contesto dell’immagine e da alcuni particolari, una loro plausibile somiglianza con dei trasformatori di energia elettrica.

Alcuni anni fa, il compianto ricercatore Mario Pincherle, contattato da Roberto Giacobbo per conto della trasmissione televisiva Voyager della Rai, espresse il suo parere sulla strana struttura in granito posizionata sopra la cosiddetta camera del Re, all’interno della Piramide di Cheope, ipotizzando che si trattasse in verità di un enorme torre Zed. Lo stesso ricercatore descrisse la sua personale e interessante esperienza che ebbe quando si calò volontariamente dentro l’unico sarcofago esistente all’interno della Grande Piramide, proprio sotto la misteriosa struttura. Un’esperienza particolarmente inquietante che gli fece perdere completamente il senso del tempo: uscito infatti dalla camera pensando di esserci rimasto alcune ore, scoprì che in verità erano passati solo pochi minuti.

Colpito da questa sua affermazione ho voluto andare a visionare i disegni relativi allo schema interno della Piramide di Cheope per vederci chiaro e per rendermi conto della verosimiglianza dell’ipotesi di Pincherle. Ebbene la struttura in granito che si trova incastrata, o sarebbe meglio dire perfettamente incastonata dentro la montagna di calcare, è non solo simile ma incredibilmente uguale al simbolo Zed (lett. Jed). Simbolo che appunto si riferisce alla cosiddetta spina dorsale del dio Osiride e che secondo lo studioso italiano rappresenterebbe il contatto stesso con Dio. Ci potremmo domandare a questo punto a cosa poteva mai servire questa enorme torre di granito all’interno della Piramide, che funzione poteva avere, una funzione a nostro giudizio importantissima, in relazione all’enorme lavoro che fu evidentemente necessario per incastrare questo incredibile manufatto sopra la cosiddetta “Camera del re“.

E’ questo un mistero indecifrabile soprattutto se affrontato usando il limite dei nostri schemi logici mentali. Innanzitutto c’è da chiedersi se uno scopo puramente simbolico poteva essere sufficiente per giustificare un lavoro di costruzione così possente e megalitico con difficoltà che non riusciremmo a superare neanche oggi con le nostre avanzatissime tecnologie costruttive e ingegneristiche. Aprire una piramide come un cocomero maturo e infilarci dentro una colossale torre di granito con l’unico scopo di “simboleggiare” il legame tra l’uomo e Dio ci pare francamente fuori luogo e incredibilmente sproporzionato se confrontiamo i mezzi con lo scopo.

Questa incredibile opera mastodontica doveva in verità avere una sua giustificazione ben più logica ed effettiva o, se preferite, un’utilità molto più reale e proporzionata ad un tale dispiego di energie. Proviamo per un attimo a ragionare senza riserve mentali e vediamo cosa ci dice l’intera struttura sotto i nostri occhi. Il primo particolare che si presta alla nostra attenzione è che la torre in questione si trova proprio sopra la camera del Re con il sarcofago vuoto in granito. In secondo luogo proprio dalla camera mortuaria si dipartono due canali di (presunta) areazione che rispettivamente sono collegati con la stella Zeta Orionis della cintura di Orione, e con la stella Alpha Draconis. Ora se partiamo dall’ipotesi che la torre Zed sarebbe in verità un enorme trasformatore di energia (elettrica o qualcosa di molto più potente) e dal fatto che proprio la camera del Re si trova a contatto con questo incredibile trasformatore, potremmo ipotizzare che una qualche forma spaventosa di energia potesse propagarsi dalla torre Zed proprio nella camera in questione. Ma a questo punto ci potremmo chiedere da dove poteva provenire una simile misteriosa energia ed ecco che potrebbero tornare in qualche modo utili gli stessi canali di aerazione di cui sopra, canali che partono proprio dalla camera del Re.

Ora la funzione di un trasformatore di energia è proprio quella di trasformare l’energia in arrivo  rendendola quindi disponibile per il suo uso. Allora perché non ipotizzare la possibilità che quella stessa energia potesse giungere, come elemento scatenante il funzionamento di tutto il congegno, da fuori incanalandosi proprio nei canali in questione per essere trasformata all’interno dello Zed per poi espandersi nella camera e nel sarcofago? Tra l’altro lo stesso Pincherle aveva ipotizzato che lo Zed potesse avere, a sua volta, due ulteriori canali, distinti da quelli di cui sopra, in grado di collegarlo con la Stella Polare e la Stella Alpha Draconis che a quell’epoca corrispondeva alla Stella Sirio.

Si è sempre ragionato sul fatto evidente che all’interno dei sarcofaghi delle grandi piramidi che conosciamo non si è mai trovata traccia di corpi mummificati, ebbene questo dato potrebbe essere perfettamente congruo con quanto abbiamo detto sopra: quella misteriosa forma di energia “sparata” da molto lontano sotto forma di potentissimi raggi  che si incuneavano dentro la piramide attraverso i canali e che veniva trasformata e resa usufruibile dalla stessa torre Zed sarebbe servita, in conformità con quanto le scritture egizie hanno sempre sostenuto, a far “diventare Osiride” il faraone stesso, rendendo possibile il suo ritorno in cielo. Si potrebbe ipotizzare una qualche forma di “smaterializzazione” del corpo del sovrano che, diventando in questo modo energia pura grazie ad un misterioso procedimento di trasformazione molecolare, sarebbe stato in grado di ricongiungersi, utilizzando un portale spazio temporale, con la patria di origine in cielo. Ricordiamo come il destino dei Faraoni, essendo considerati a tutti gli effetti degli dei, era differente da quello dei comuni mortali. Interessante è a questo riguardo un passaggio di un testo delle Piramidi dove si dice: “Egli vola, egli vola! Egli vola lontano da voi, o uomini! Non è più sulla terra, egli è giunto nel cielo! Egli è balzato al cielo come un airone, ha baciato il cielo come un falco, è saltato verso il cielo come una cavalletta!” “Dove vai dunque o mio figlio?- Egli si reca fra gli dei che sono nel cielo, e divide il loro pane…“(da Il mondo del Nilo, E. Erman, Gius. Laterza & Figli Editori-Bari 1950)

Una tale ‘interpretazione potrebbe scandalizzare qualcuno? Forse sì ma se pensiamo che qualcosa di molto simile è probabilmente avvenuto all’interno del Sepolcro dove, qualche millennio dopo, venne sepolto Gesù Cristo, la cosa diventa molto più credibile e plausibile. Un qualcosa di tanto strano dovette avvenire nella tomba del Cristo da lasciare un indelebile e misterioso segno sul lino in cui il corpo stesso era stato avvolto. Un’immagine che già di per sé richiama scenari da fantascienza con l’incredibile ipotesi formulata da non pochi scienziati di un’esplosione di energia radiante che avrebbe reso il corpo di Gesù energia pura e quindi in grado di passare attraverso il lino stesso. Una tesi questa non portata avanti da qualche pazzo o mitomane in cerca di notorietà ma da fisici e professori universitari umilmente in cerca di una spiegazione scientificamente credibile anche se fuori dagli schemi tranquillizzanti nei quali amiamo rifugiarci.

Qualcuno ha anche sostenuto che il sarcofago della camera del Re avrebbe incredibilmente le stesse misure dell’Arca dell’Alleanza. Anche questo particolare, qualora venisse in seguito confermato dall’incredibile ritrovamento dell’oggetto forse più misterioso della storia dell’umanità, potrebbe perfettamente inserirsi in questo gigantesco puzzle. L’Arca dell’Alleanza, in grado di sprigionare un’energia tanto potente da distruggere città ed eserciti interi, posata sopra il sarcofago avrebbe potuto benissimo svolgere la funzione di “catalizzatore” di quella stessa enorme energia sprigionatasi all’interno della torre Zed.

Tutto questo può sembrare forse assurdo e più degno di un film di fantascienza che di un dibattito storico-scientifico, ma sarebbe perfettamente congruo con quanto gli antichi egizi continuano a suggerirci nei loro molti scritti. Ovviamente questa è una semplice ipotesi che non vuole pretendere di avere  i crismi della verità assoluta ma sarebbe comunque  coerente nel contesto di una strana struttura-marchingegno realmente esistente nelle profondità della Piramide.  Una struttura con la quale dobbiamo comunque fare i conti per spiegare il perché della costruzione di enormi montagne di calcare, difficilmente erette per scopi meramente simbolici ma forse per un progetto di rinascita fisica molto più reale di quanto potevamo anche solo immaginare.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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