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Viaggiare al di là del tempo e dello spazio: lo strano caso di Enoch e di Paolo di Tarso.

Terza parte

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Il patriarca Enoch ha la fortuna, se così possiamo chiamarla, di non fermarsi come Paolo al terzo cielo ma di proseguire il suo fantastico viaggio fino ad arrivare alla fatidica “soglia del Creato“, il settimo cielo, dove viene ammesso alla presenza diretta di Dio Creatore.

Un particolare che sembra trasparire dal testo criptico è che man mano che lo stesso Enoch sale verso “l’alto”, sembrano aumentare in modo progressivo anche le sue conoscenze delle leggi della Fisica cosmica e dell’Astronomia. Lo vediamo dalle descrizioni che lui fa in modo forse ancora rudimentale ma abbastanza chiaro da farci capire che sta entrando sempre di più dentro i misteri del Creato.

Al quinto cielo l’autore ci dice di aver incontrato una strana razza chiamata “Egrigori“, una razza “gigante“, che in qualche modo emette precisi segnali di sofferenza, una pena da scontare per aver molto tempo prima infranto le leggi di Dio, essendo scesi sulla terra ad accoppiarsi con le donne della razza umana. Incredibile coincidenza con quanto ci viene riportato al capitolo 6 del Libro della Genesi, dove si narra che i figli di Dio, ma la traduzione giusta sarebbe “degli dei“, “videro che le figlie degli uomini erano belle e si scelsero quelle che vollero…Quando i figli degli dei si unirono alle figlie degli uomini ed esse partorirono figli, sulla terra vi erano anche dei giganti…questi sono gli eroi dell’antichità, uomini famosi“( dal testo “La Bibbia Interconfessionale” edizioni LDC-ABU Il Capitello). Evidentemente qualcosa di molto strano avvenne sul nostro pianeta all’alba della civiltà con un apporto genetico venuto dall’esterno Questo si evince dai testi che abbiamo a disposizione e con questo dobbiamo confrontarci volenti o nolenti.

Enoch, dopo essere salito al sesto cielo ed essere venuto in contatto con sette Angeli brillanti e gloriosi, arriva al settimo cielo dove viene portato alla presenza di Dio. Le parole che il viaggiatore usa per descrivere questo tremendo impatto fisico e visivo è il seguente: “Là vidi una grande luce…vidi il Signore, il suo volto potente e gloriosissimo e terribile. Chi sono io per raccontare l’estensione dell’essenza del Signore e il suo volto potente e assai terribile e il suo coro dai molti occhi e dalle molte voci e il trono grandissimo, fatto senza mani… Enoch cade prono ma Dio gli dice di non temere e di alzarsi per stare davanti al Suo Volto nei secoli. Questa frase sembra farci intendere che Enoch è ormai uscito da quello che noi chiamiamo ambito spazio-temporale.

A quel punto Dio da ordine all’Arcangelo Michele di spogliare Enoch delle sue vesti terrene e di ungerlo con olio benedetto e con “vesti di gloriaEnoch descrive questo olio come una sorta di elemento luminosissimo di una luce pari a quella del sole, poi lo stesso Enoch, forse rispecchiandosi, guarda sé stesso e si vede ricoperto di gloria al pari degli esseri Gloriosi. Di sicuro qualcosa di strano gli deve essere stato fatto indossare, un qualcosa che lo possa riparare forse dalla grandissima luce energia derivante dal volto di Dio. Alla fine dopo che Enoch scrive il suo libro dei segreti con l’assistenza dell’angelo Vereveil, con uno strano procedimento, il suo volto viene fatto raffreddare per fa sì che Enoch possa essere guardato dagli uomini quando sarà tornato sulla terra. Evidentemente l’energia che si sprigiona dal volto di Dio è talmente elevata da provocare dei cambiamenti a livello molecolare per limitare i quali, è stato necessario dotare lo stesso viaggiatore di una specie di misteriosa tuta o copertura di protezione unitamente ad uno strano unguento protettivo.

Ci sarebbe ora materiale sufficiente per riflettere su questa portentosa luce-energia che pervade il settimo cielo e che ritroviamo anche in alcuni passi del Nuovo Testamento, come nell’episodio della Trasfigurazione di Cristo, quando il volto di Gesù davanti a i suoi esterrefatti apostoli diventa splendente come il sole e i suoi abiti come di luce. Dopo la resurrezione, un Angelo compare davanti alle donne nei pressi del sepolcro aperto ed è anche lui descritto come “splendente come il lampo” e con “una veste candida come la neve“. Interessante è anche il paragone con quanto alcune recenti teorie sostengono sull’origine dell’immagine sindonica che si sarebbe prodotta in seguito ad una prodigiosa esplosione di energia radiante, tanto da rendere il corpo incandescente e in grado di passare attraverso la materia del lino come se fosse un ologramma. Lo stesso misterioso fenomeno lo rivediamo negli Atti degli Apostoli nell’episodio della Pentecoste quando strane e misteriose lingue di fuoco si posano sulle teste degli apostoli riuniti, . Una particolare forma di energia che noi evidentemente non possiamo percepire ma che si può “liberare”ed esplodere nel mondo fisico in determinati momenti e la cui potenza è per noi indescrivibile e anche umanamente inconcepibile, un’energia che appunto sembra essere identificabile proprio con quello che le Sacre Scritture chiamano  Spirito Santo, la misteriosa Terza Persona della Santissima Trinità.Va aggiunto che la stessa tremenda energia, stando sempre a quanto ci viene riportato dalle Scritture,  sembra essersi  liberata in occasione dell’altrettanto arcana e inspiegabile incarnazione di Cristo.

Ora se ragioniamo un attimo sulla famosa formula della relatività di Einstein: E=mc2, il cui significato è che l’energia è uguale alla massa moltiplicata per la velocità della luce al quadrato, la prima considerazione che possiamo fare è che la quantità di energia esistente nel cosmo è molto superiore a quella della massa in cui questa si è trasformata. In parole povere una piccola particella di materia è in grado di produrre un’energia 90 miliardi di volte superiore alla sua stessa massa e la stessa cosa avviene al contrario quando occorrerà un’energia enorme per creare quella stessa particella. Ora sappiamo che l’energia viene prodotta quando un positrone, cioè un elettrone con carica positiva, si scontra con un elettrone che ha carica negativa, dando esistenza ad una quantità di energia che è pari alla somma delle due masse moltiplicata per la luce al quadrato. Non vi è dubbio, a questo punto, che l’energia divina di cui si parla nel Nuovo Testamento e in questo oscuro testo di Enoch sembra essere la stessa rappresentazione di una forza-energia tremenda e terribile data da qualche particolare interazione a livello sub molecolare, un’energia già esistente prima ancora della creazione e in grado di trasformarsi, come sua naturale evoluzione, nella materia che vediamo. Una materia che evidentemente può avere anche differenti vibrazioni, e quindi travasarsi anche in infinite possibilità appunto vibrazionali, possibilità che potrebbero anche non essere avvertibili da chi è immerso in un livello di vibrazione diverso.

Quello che stiamo dicendo è che in questi antichi testi, che riportano esperienze che alla mente umana sembrano  inspiegabili a causa della nostra conoscenza ancora imperfetta delle leggi della fisica, esiste forse la spiegazione di quel 99% di conoscenza che ancora ci manca. Dio, stesso, potrebbe essere una fonte di energia infinita e perfetta che proprio perché è pura energia e non materia, non può che essere al di fuori del tempo. Tempo e spazio che sarebbero solo la conseguenza della trasformazione di una parte di questa energia infinita in materia che, riempiendo appunto quello che era vuoto, e cioè  il nulla assoluto, diventa appunto spazio e tempo.

Tornando ai nostri due viaggiatori, entrambi riescono a compiere il viaggio inverso tornando sulla terra e anche qui ci sono delle evidenti coincidenze. Dopo essere vissuto sulla terra il tempo necessario per istruire i suoi familiari e gli altri uomini, Enoch viene fatto di nuovo rapire da Dio che, dopo aver mandato una strana tenebra sulla terra, fa trasportare lo stesso Enoch di nuovo davanti al suo cospetto, questa volta per l’eternità. La cosa strana è che questa tenebra così come è arrivata, una volta che il patriarca viene alzato da terra, scompare di nuovo. Il sospetto è che gli Angeli siano arrivati usando qualche misterioso vettore-strumento di discesa e di risalita, la cui mole nel cielo potrebbe avere oscurato un’ampia zona della terra coprendola dai raggi del sole per il tempo necessario a prelevare lo stesso Enoch.

Qualcosa di molto simile accade a San Paolo dopo il suo ritorno sulla Terra: mentre lo stesso sta discorrendo con gli apostoli, Cristo appare in cielo trasportato dal “carro dei cherubini“. Dopo aver salutato Paolo e gli Apostoli, lo stesso Cristo promette la salvezza a quanti faranno conoscere e leggeranno la sua  Apocalisse e comanda alla nube di prendere i discepoli e di trasportarli nei paesi in cui dovranno predicare. Ora è evidente che il “carro dei cherubini” non può che identificarsi con quella che viene descritta nel passo successivo come una nube, forse perché in grado, proprio come una nube, di oscurare per un certo periodo la terra dai raggi del sole. Insomma in entrambi i testi si parla di un qualcosa di grandioso che, librandosi e fermandosi in cielo ad una certa distanza dalla terra, si è in qualche modo frapposto tra la luce del sole e la terra stessa.

In definitiva da quanto abbiamo potuto appurare, in una ricostruzione sicuramente riassuntiva e più da “onesti pedalatori” sulla via della conoscenza che da “addetti ai lavori”, in cui abbiamo comunque cercato di usare un mix di curiosità, apertura mentale, buon senso e coerenza, possiamo forse dire che da quanto abbiamo potuto appurare dai testi a nostra disposizione, qualcosa di apparentemente inspiegabile è sicuramente successo nella notte dei tempi sul nostro pianeta. Un qualcosa che, se letto correttamente e con l’umiltà e l’apertura mentale giusta, ci può fornire forse un minuscolo “fotone” di quella luce immensa e misteriosa da cui pare siamo circondati e che ci farebbe progredire di un piccolo millimetro, comunque per noi importante, lungo la strada incredibilmente lunga della conoscenza. Una conoscenza che ancora non ci appartiene nonostante le nostre false certezze e la presunzione di aver spiegato quasi tutte le leggi del Creato.

Dio sicuramente esiste ma forse di Lui ci siamo fatti un’immagine ingenuamente antropomorfa e in qualche modo più adatta alla nostra limitata immaginazione. Quello che vogliamo dire è questo stesso Dio, Essere Supremo, Energia Pura e Perfetta, è molto diverso da quanto possiamo percepire e anche solo immaginare e lo è anche l’Universo che ci circonda, essenza dello stesso Dio, e al cui interno la vita in tutte le sue espressioni  è la naturale conseguenza della Sua Volontà creatrice che si avvale di  uno scambio continuo di energia-materia. La seconda riflessione da fare è che noi esseri umani non siamo i soli prodotti di quanto l’infinita potenza creatrice ha saputo porre in essere: accanto a noi, separati da barriere non visibili, o da apparentemente impercorribili distanze cosmiche, esiste una miriade di altri esseri, più o meno simili a noi, più o meno grandi di noi, più o meno benevoli di noi e più o meno riconoscibili rispetto a noi: tutti comunque frutto di quell’unica, primordiale e per noi fondamentale esplosione di energia divina.

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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