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Zuckerberg ferma Libra: “Non siamo i messaggeri ideali per l’iniziativa”

Camicia bianca e cravatta viola: ecco come si è presentato Mark Zuckerberg al Congresso americano per discutere di Libra. Un’udienza nella quale l’ad di Facebook, a sorpresa, non ha lesinato perplessità in merito al suo stesso progetto.

New York, 23 ottobre 2019. Questa volta l’aria che si respira al congresso è diversa. Se all’inizio di settembre l’annuncio di Libra sembrava idilliaco e del tutto positivo, questa volta il CEO di Facebook è stato scoraggiato. Anzi, lui stesso ha ammesso che la famosa criptovaluta potrebbe non essere una buona idea. Bisogna però sottolineare che i dubbi c’erano da sempre: già dall’annuncio iniziale molte banche e molti esponenti del congresso erano senza fiducia su questo progetto. Infatti, non  a caso, nelle ultime settimane le più importanti  multinazionali si erano letteralmente levate dal piano originario: VISA, Mastercard, PayPal sono solo 3 delle 28 che si sono chiamate fuori.

“Non siamo messaggeri ideali per l’iniziativa”

E’ con questa dichiarazione che lo stesso Zuckerberg ha frenato Libra. Non si è però autocommiserato, anzi. Il punto centrale su cui ha voluto focalizzare il suo discorso è di ben altra natura. Anche se il progetto Libra di primo acchito potrebbe sembrare del tutto spaventoso, il problema principale sarebbe l’America. Infatti, ciò che non contribuirebbe allo sviluppo sarebbe proprio il sistema economico-finanziario americano, perché ritenute troppo “datato”. Non si potrebbe far riferimento a questa struttura: per gestire una così grande innovazione sarebbe l’ideale un sistema finanziario rinnovato, che punti all’unione finanziaria e a sistemi di pagamento globali. Con i sistemi arretrati e lenti, l’uso di Libra porterebbe altri problemi e altri disagi.

Nonostante questo, Zuckerberg è stato attaccato duramente dal Consiglio.

Non si è trattato di una semplice dichiarazione, anzi. Il colosso di Facebook ha dovuto difendersi dalle pesanti accuse che lo hanno preso in causa. Il problema principale su cui si è voluto fare maggiormente leva è stato sempre lo stesso: la privacy. Dopo i numerosi scandali che hanno coinvolto il CEO, tutti hanno voluto mettere le mani avanti. Seguendo questo filone, Maxine Waters, presidente democratica della Commissione, ha dichiarato:

«Esaminando i vari problemi di Facebook  ho concluso che sarebbe vantaggioso per l’azienda concentrarsi sulle molte carenze e fallimenti esistenti prima di procedere oltre nel progetto di Libra»

Questo per sottolineare come ci siano problemi ben più importanti da risolvere, prima di mettere in gioco una novità dalla portata straordinaria come Libra. Partire dalla base, renderla solida e migliorarla. Senza di questa non si può pensare di sconfinare in attività di una portata così rilevante. Come riportato da “Il Sole 24 Ore”, molti leader hanno durante attaccato Zuckerberg. E’ necessario secondo loro migliorare tutto ciò legato alla privacy e alla protezione dei dati sensibili, perché solo in questo modo si recupererà la fiducia ormai persa.

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Di Beatrice Saitta

Beatrice Saitta
Classe 1998. Dopo aver studiato lingue al liceo, si dedica all'informatica, studiando ICT all'Università di Torino. Grandi ambizioni e grandi sogni, ma tutto parte dalla scrittura.

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