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Zuckerberg e il furto dei dati: l’ennesimo scandalo legato a Facebook

Mark Zuckerberg

Si potrebbe quasi dire che Zuckerberg non impara mai la lezione.

Evidentemente la vicenda di Cambridge Analytica, risalente al 2018, non è bastata al CEO di Facebook per incentivarlo ad aumentare i controlli di sicurezza. Da qualche ora infatti, è rimbalzata su alcune testate la velina di un maxi scandalo che potrebbe rimettere in gioco la reputazione del social network blu. Più che una notizia in realtà, un’autodenuncia che arriva direttamente dall’interno: in un post su un blog dedicato ai developers di Facebook, Konstantinos Papamiltiadis, capo degli sviluppatori, ha dichiarato che circa 100  dipendenti si sarebbero impossessati dei dati sensibili degli utenti.

Queste informazioni personali sarebbero state prese dai gruppi di Facebook in cui sono presenti grandi numeri di profili. Un furto in cui nulla sembra lasciato al caso, visto che gli sviluppatori incriminati, si occuperebbero proprio di gestione e miglioramento dei gruppi online. Indubbiamente, sapevano dove mettere le mani.

I cento sviluppatori di app potrebbero “aver erroneamente avuto accesso ai dati dei propri utenti in determinati gruppi di Facebook, inclusi i loro nomi e le foto del profilo”.

Sono queste le dichiarazioni rilasciate da Papamiltiadis nel post sul blog. Si può chiaramente intendere che sono state prese in maniera illecita tutte le informazioni sensibili degli utenti, dall’anagrafica ai tratti somatici di ognuno di essi. L’episodio è indubbiamente molto grave e nonostante gli accertamenti siano ancora in via di sviluppo, la vicenda rischia di far perdere credibilità all’azienda. Precedentemente, lo scandalo di Cambridge Analytica aveva suscitato polemiche e gravi conseguenze economiche per Facebook. Infatti, dopo questo caso, Zuckerberg avrebbe intensificato tutte le politiche di privacy, ma avrebbe comunque mantenuto la possibilità per gli sviluppatori di accedere ai dati.

La candidata dem Alexandria Ocasio-Cortez

Pare che dopo l’accaduto, il social network blu abbia dichiarato di aver bloccato tutti gli accessi ai dati, anche per i propri dipendenti. Per il momento, non sono state rilevate situazioni in cui questi dati sensibili sarebbero stati utilizzati. Sarebbe avvenuto solo il possesso illecito, senza utilizzo. Ma nonostante questo, tutto ciò porta sempre più scalpore e dubbi sull’affidabilità dell’impresa. Quanti altri scandali dovremmo ancora sentire a proposito? Quante altre volte la nostra privacy verrà violata?

Zuckerberg non è nuovo a questo tipo di vicende, per le quali è già stato ampiamente “strigliato”.

Nell’ultima audizione tenutasi qualche settimana fa, incentrata sullo scandalo di Cambridge Analytica, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, idolatrata da molti democratici americani, ha duramente attaccato il CEO di Facebook. Un dibattito molto acceso, al termine del quale Zuckerberg è parso in seria difficoltà, impreparato ed in possesso di argomentazioni poco convincenti.

“E’ il più grande scandalo sui dati e lei non sa rispondere?”

E’ stata questa la domanda di Ocasio-Cortez che ha letteralmente bloccato l’imprenditore dei social network che, senza difesa e senza scuse, ha incassato il colpo.

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Di Beatrice Saitta

Beatrice Saitta
Classe 1998. Dopo aver studiato lingue al liceo, si dedica all'informatica, studiando ICT all'Università di Torino. Grandi ambizioni e grandi sogni, ma tutto parte dalla scrittura.

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