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Centinaia di migliaia di utenti ingannati. L’Italia multa Facebook

Zuckerberg con il Presidente del Parlamento europeo Tajani.

214 ̇077 utenti sono stati ingannati da Facebook. Zuckerberg e il suo colosso dovranno pagare una sanzione da 1 milione di euro per la fuga di dati.

Neanche Facebook può sfuggire alle multe e questa volta si parla di una sanzione tutta italiana. Il 28
Giugno alle 13:38, Antonello Soro, il presidente dell’autorità garante per la protezione dei dati personali, ha applicato a Facebook una multa da 1 milione di euro.

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La causa scatenante non è del tutto attuale perché risale al 2016, anno in cui scoppiò il caso di
Cambridge Analytica. La società britannica avrebbe sfruttato la piattaforma social per accedere ai dati di circa 87 milioni di utenti, con lo scopo di influenzare le elezioni presidenziali americane.

Tutto questo solo attraverso un click: gli utenti facendo login sul proprio account Facebook acconsentivano a scaricare un app per test psicologici “thisisyourdigitallife” che permetteva di accedere in pochi secondi ai dati personali dell’utente e dei suoi amici virtuali.

La procedura era molto semplice ed immediata

e questo ha portato molte persone a non accorgersi nemmeno di ciò che stava accadendo.
In Italia, a cascare nel tranello, sono stati “solo” 57 profili, ma sono bastati per appropriarsi dei dati dei
malcapitati e dei relativi amici. Attraverso questa tecnica, sono state rubate le informazioni di 214077
persone.

Ovviamente, tutto ciò risulta non conforme con la normativa legata alla privacy a cui gli utenti
acconsentono al momento dell’iscrizione al social network ed è stata proprio la mancata informativa
che ha fatto infuriare il garante.

Già nel gennaio 2019, la vicenda era stata riportata alla luce da Soro.

Il garante aveva contestato il social network, accusandolo di non poter assolutamente accedere ai dati italiani. Facebook, a sua volta, ha ribattuto:

Nessun dato italiano è stato rubato, il furto di informazioni personali si è concentrato sugli utenti statunitensi.

Nonostante questa sicurezza, la sanzione, che fa riferimento al vecchio codice per
la privacy, è arrivata lo stesso e il social network dovrà pagare 1 milione di euro per la mancata
informativa.

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Di Beatrice Saitta

Beatrice Saitta
Classe 1998. Dopo aver studiato lingue al liceo, si dedica all'informatica, studiando ICT all'Università di Torino. Grandi ambizioni e grandi sogni, ma tutto parte dalla scrittura.

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