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Approvato il decreto legge per tutelare la cybersicurezza

Dopo un iter complesso e più lungo del previsto, la Camera ha dato il suo assenso: la cybersicurezza diventa legge. Una notizia epocale, che potrebbe finalmente cambiare le regole in merito alla tutela della privacy.

Il decreto sulla sicurezza cibernetica, era atteso da molto tempo: nel mondo online ogni utente mette a disposizione dati e informazioni che sono di grande rilevanza per chi sa usarli nella maniera corretta. Recentemente, sono state molte le notizie che hanno creato scalpore in merito a questo argomento: furti di dati, appropriazione illecita di informazioni ecc…, tutti avvenimenti che hanno fatto preoccupare gli utenti.

Internet dovrebbe essere un posto sicuro, dove arricchire la propria conoscenza e sperimentare le proprie capacità in totale libertà, ma ciò non è possibile se si ha la continua paura di essere ingannati. La proposta di legge è passata con l’approvazione della maggioranza e l’astensione delle opposizioni.

Viviamo in un mondo sempre più dipendente dai dati

Pertanto “il decreto sulla sicurezza cibernetica, consente al nostro Paese di difendere le infrastrutture di rete e i dati che vi transitano, tutelando al contempo i cittadini e la sicurezza nazionale”, ha dichiarato Emanuele Scagliusi, capogruppo pentastellato e relatore del provvedimento sulla cybersicurezza.

In attesa che vengano varate nuove norme per monitorare un perimetro virtuale più vasto possibile, ad occuparsi di tutto questo saranno amministrazione pubblica, enti ed operatori privati. Senza dimenticare naturalmente, il ruolo centrale del Presidente del Consiglio, deputato a garantire la sicurezza di tutte le strutture informatiche a livello nazionale.

“In questo modo, non solo miglioriamo le nostre difese informatiche, ma consegniamo al Paese strumenti, metodiche e standard condivisi per risolvere i problemi in maniera sempre più rapida e per adattarsi a ogni nuova minaccia futura”, conclude Emanuele Scagliusi.

Il decreto legge porta con se tre grandi novità:

  1. Il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: entro quattro mesi dall’emanazione del decreto, il Presidente del Consiglio, dovrà delineare chi ne farà parte (amministratori pubblici, enti ecc…). In questo modo si individuerà chi dovrà svolgere una funzione di controllo essenziale per lo Stato.
  2. Il CVCN, ovvero il Centro di Valutazione e Certificazione Nazionale. Questo nuovo organo avrà un ruolo fondamentale perché dovrà assicurare l’assenza di vulnerabilità di prodotti, hardware e software, destinati a essere impiegati dagli attori del perimento di sicurezza cibernetica.
  3. Il 5G: si tratta di “tecnologie e di standard di quinta generazione successivi a quelli di quarta generazione, che permettono quindi prestazioni e velocità superiori a quelli della tecnologia 4G che l’ha preceduta.” In Italia il 5G è arrivato nel giugno del 2019, grazie agli operatori telefonici Vodafone e Tim. Grazie a questa nuova tecnologia, le informazioni viaggiano più velocemente e ciò implica un maggiore controllo e una maggiore sorveglianzalegati alla cybersicurezza.

Questo provvedimento, sembra portare aria di innovazione in Italia, ma sopratutto promette una svolta. Se negli anni passati l’attenzione per il mondo online non era alta, oggi è di vitale importanza. Proteggere i dati sensibili di ogni utente è il principale obiettivo da rispettare per guadagnare fiducia.

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Di Beatrice Saitta

Beatrice Saitta
Classe 1998. Dopo aver studiato lingue al liceo, si dedica all'informatica, studiando ICT all'Università di Torino. Grandi ambizioni e grandi sogni, ma tutto parte dalla scrittura.

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