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Zuckerberg censura “ebrei” e “zingari”, ma tutti gli altri?

La gente comune purtroppo non si rende conto del potere assoluto di cui godono personalità come Mark Zuckerberg.

Il fondatore del social network più usato al mondo ha, infatti, il monopolio di questo settore e dal momento che la sua creazione è utilizzata anche da ragazzini under 14 egli possiede anche, purtroppo, la responsabilità dell’educazione di questi ultimi. In un momento storico in cui le famiglie non sono più la fonte primaria di educazione, a causa dello schiavismo lavorativo di ambo i sessi (scambiato per emancipazione femminile), nemmeno più la televisione sembra sopperire a tale funzione.

Un male perché almeno la televisione è frutto del lavoro di professionisti, la rete no. Le future generazioni saranno educate da un branco di capre improvvisate a filosofi e intellettuali. Così anche le regole di Facebook rispecchiano l’ignoranza storica assoluta di questi ultimi. Secondo gli assurdi parametri imposti dal social network ebreo-americano alcuni popoli vengono più tutelati rispetto ad altri. Così mentre abbondano gruppi e fan page pro Israele e offensivi contro la popolazione palestinese, Facebook non permette che la dicitura “ebreo” o “ebrei” seguita da un’offesa possa essere pubblicata da chicchessia.

Allo stesso modo anche “zingari” e “rom” godono di questa inaccettabile protezione.

Libertà? Solo apparente.

Sul social network più usato al mondo possiamo insultare i nostri parenti, i nostri amici più cari, i palestinesi, i serbi, gli armeni, i siriani, gli iracheni e quanti altri, ma guai a toccare gli ebrei e gli zingari. Le future generazioni sono così destinate a crescere con una fallace e partigiana conoscenza storica. Questi (Zuckerberg) si stanno creando un mondo su misura per loro.  

Di Elzeviro

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