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Sicilia, 10 luglio 1943. Invasione fu, e tale resta

Prendendo spunto dalla foto, pubblicata da La Sicilia di Catania, dello stato di abbandono del cippo alla memoria dei Caduti inglesi (Ponte sul Simeto, teatro di violentissimi scontri tra alleati e truppe italo-tedesche) si ripropongono qui, in anticipo sulla canonica data del 10 luglio, delle considerazioni e valutazioni sul 75° anniversario dello Sbarco in Sicilia del 1943.

La “Operazione Husky“, iniziata la notte del 9 luglio del 1943 e terminata il successivo 17 agosto, è stata vista e presentata (nel corso dei decenni successivi all’evento) come “liberazione” dell’Isola dai “nazisti”. Con lo squagliamento totale delle truppe “fasciste” italiane e relativa passeggiata alleata da Gela (e dintorni) fino allo Stretto di Messina, accompagnata da feste e tric-trac di gioia e simpatia popolare.

Già da bambino, vivendo e crescendo (anni ’50-’60) tra Catania, Messina e pure ad Alì Marina ed avendo una naturale predisposizione alla esplorazione di bunker e fortificazioni varie, mi resi conto che qualcosa di serio dovesse essere accaduto da quelle parti, visto che i segni della guerra erano evidenti pure ad un poppante e che i più grandi di età rispondevano con una certa difficoltà alle domande su cosa fosse avvenuto in quel periodo.

Divenuto “ragazzino e giovanotto” nel decennio successivo (1970-80) ed avendo maturato una fortissima inclinazione politica (a destra), chiaramente interpretai lo “Sbarco” come una “Invasione” e cercai sempre più evidenze sul fatto che questa operazione militare alleata fosse stata tutt’altro che una festosa “passeggiata”.

Ripeto il dettaglio perché non mi giudico certamente uno storico: non raccolsi “prove” ma dati e testimonianze dirette che bastavano alla mia personale capacità di analisi e giudizio per poter esporre il mio pensiero ed opinione, in dissenso con quello “politicamente corretto” dell’epoca: la Sicilia era stata “liberata” dagli Alleati (maiuscolo), ed i “nazisti” avevano perso la battaglia, con il concorso della ignominiosa fuga delle truppe “fasciste”.

Non voglio tediare e confondere chi leggesse con troppi riferimenti personali, quindi riporto i dati facilmente relativi ai soli Caduti e dispersi: italiani 49.658, tedeschi 8.908, USA 3.497, Regno Unito 2.721 e 562 Canadesi. Aggiungiamo decine di migliaia di feriti ed abbiamo la evidenza maggiormente rappresentativa su come andarono le cose…

L’evidenza del sangue versato.

Oggi, grazie soprattutto alla infaticabile e quasi titanica opera di storici locali ed associazioni benemerite quali Lamba Doria, la verità è da anni venuta a galla e, pian piano, addirittura con riconoscimento delle istituzioni.

La Battaglia di Sicilia fu una “invasione” (come sempre denominata dagli stessi alleati); l’Operazione Husky fu tutt’altro che una passeggiata: trovò una forte resistenza (sopratutto nella Sicilia Orientale) che permise alle truppe dell’Asse di abbandonare l’Isola impedendone il previsto, totale annientamento. I reparti italiani, ove non gettati nel più completo caos dalla voluta defezione dei comandi (vedi specialmente il comportamento delle piazzaforti e batterie costiere dipendenti dalla Regia Marina) si batterono con coraggio e determinazione per la difesa del “suolo patrio”, assieme ai commilitoni tedeschi e pur a fronte di un nemico armatissimo e già in fase vincente.

Questa la verità, dimostrata pure nel “dopo” con la attribuzione agli stessi combattenti italiani di ben 5 medaglie d’oro, 35 d’argento, 36 di bronzo e 39 croci di guerra… quasi tutte alla memoria.

Alla luce di quanto sopra si auspica che qualunque riferimento (monumentale o meno) che ricordi i Caduti venga rispettato ed onorato (come peraltro già predisposto da alcuni volontari) in quanto dovuto a chi ha sacrificato la vita per la propria Patria e senza distinzione alcuna di schieramento ed ideologia.

Questo rappresenterebbe il più bel risultato possibile!
@V_Mannello

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