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Quanto realmente amiamo le istituzioni?

Il Palazzo del Quirinale, sito sull'omonimo colle romano, è la sede della Presidenza della Repubblica Italiana.

“Sorpresa, gli italiani amano le istituzioni. Spopola il Quirinale, bene anche i partiti”.

Questo è il titolone del quotidiano La Sicilia (ma pure di moltissime testate online).

Citando, in grassetto, i dati Eurispes vengono esaltati, in un turbinio di percentuali da capogiro: Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Esercito, Guardia costiera e forze armate in genere.

Mattarella addirittura “si impenna” raggiungendo un 55,1% che lo pone ampiamente davanti al governo (36,7), alla amatissima (?) magistratura (46,5) e persino davanti alla Chiesa (49,3 in calo vistoso, grazie all’operato del gesuita José Bergoglio).

Quindi, a seguire, tutte le altre istituzioni del “sistema Italia”, sindacati (in calo) e partiti (in aumento) compresi.

Non finisco di leggere questo peana, che una drammatica domanda ci sconvolge.

Ma dove vivo io, fuori completamente dalla realtà?

Sono oramai circa 60 anni (iniziai da bambino) che (più o meno) “contesto il sistema”, nella convinzione che il sottoscritto e l’ intero popolo italiano meritassimo miglior sorte economica, sociale e (soprattutto) politica. Mi spingeva e confortava il continuo “lamentarsi” di chiunque incontrassi e frequentassi (dai compagni di gioco ai commercianti, passando per i saloni dei barbieri e le botteghe dei salumieri) dello “stato delle cose” che andava dal “si stava meglio quando si stava peggio” al “quando c’era Lui…”.

Insomma, a mio parere (ma non solo mio) chiunque governasse (la DC) e ci rappresentasse sarebbe stato meglio si levasse di mezzo. Tutto inutile, evaporò nei decenni successivi ogni speranza di cambiamento reale che potesse realizzarsi in tempi brevi ma una cosa tenne sempre in vita il “prima o poi accadrà”.

Il costante e martellante “lamento” degli italiani (dei meridionali prima di tutto) “contro” le istituzioni e chi le rappresentava.

Dal sindaco al ministro per finire al parlamento ed al Quirinale (con qualche oscillazione ed eccezione). Fino a stamane, quando (lo ripeto) i titoloni dei giornali sono di questo tenore: “gli italiani amano le istituzioni”.

Il pelo nell’uovo

Rileggendo alla ricerca del classico “il pelo nell’ uovo”, ed ho trovato la percentuale dei cittadini “felici e contenti”: 20,8% .

2 su 10, 20 su 100 e via così.. Perché troppi media continuano imperterriti a prenderci in giro, forzando la lettura di dati incontrovertibili? Penso di saperlo: sono di parte, non certo la mia… che continuo a sperare.

Vincenzo Mannello

Di Federico Altea

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