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Esportiamo Laureati, Importiamo disperati: dove andrà a finire l’Italia?

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Allo IAB Forum, la manifestazione sulla comunicazione digitale, ho incontrato molte persone, alcune davvero eccezionali. Ma in questo mi ha indotto anche una riflessione.

Tra gli altri, ho conosciuto due ragazzi di 27 anni: Andrea, laureato in ingegneria a Torino, Simona, laureata a Napoli in Comunicazione. Entrambi a pieni voti e bravissimi: 

> lui scrive standard per i sistemi di comunicazione usati dalle compagnie telefoniche di tutto il mondo, ma è andato a Londra a farlo;
> lei si è specializzata in SEO/SEM/PPC e compagnia cantante – l’attività per far apparire i propri siti Web in cima alle ricerche su Google – e lo fa da Amburgo, in Germania.

Nel mentre, a Lampedusa sono sbarcati altri emigranti disperati, in fuga dai loro Paesi alla ricerca di maggior benessere e tranquillità.Ora domando: d’accordo accoglienza e globalizzazione, ma il nostro Paese, come può pensare di andare avanti, di generare il valore che serve per sostentare tutti se induce a far scappare all’estero le proprie menti eccellenti, dopo averle partorite, cresciute e formate, per poi sostituirle con ben altro genere di umanità?Senza voler essere razzista, né contro l’assistenza a chi ha bisogno, chiedo: così come vengono fatte politiche e stanziamenti per soccorrere i deboli, non potrebbero esser portate avanti azioni SERIE e non la pura demagogia che viene sbandierata, anche nel recente Decreto Sviluppo, per dare opportunità ai nostri migliori di eccellere su scala internazionale come potrebbero?

In sostanza, quindi, inutile denunciare l’arretratezza del nostro Paese sul piano dell’impiego delle nuove tecnologie, se poi non si fa nulla per raddrizzare la situazione.

Possiamo usare i nostri network per coordinare un’azione concreta promossa da “addetti ai lavori” anziché dai soliti soloni che vedono il mondo dall’alto, senza rendersi invece conto che la vita si svolge nelle strade e la qualità sta nei dettagli.

Alessandro Giacchino
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Di Redazione Elzeviro.eu

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