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Un altro punto di vista

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Riportiamo e pubblichiamo la lettera di R.Dentice

Il 4 agosto 1974 presso San Benedetto val di Sambro (Bologna) veniva commessa la strage dell’Italicus.
Sommata a quella di fine maggio di piazza della Loggia a Brescia, essa consentì il varo del “compromesso storico”, ovvero l’ingresso del Partito comunista nell’area di governo.

Fascistizzata d’ufficio, anche questa strage vanta una serie di inchieste non effettuate, pur essendo in possesso degli inquirenti elementi significativi che conducevano nell’area di congiunzione tra il Partito comunista e la lotta armata. Pur essendo stata ascoltata una telefonata in cui una collaboratrice dei servizi militari italiani e della sinistra greca (il medesimo ambiente in cui aveva operato il terrorismo bombarolo del Superclan che di lì a poco avrebbe preso il controllo delle Brigate Rosse) diceva “le bombe sono pronte” e citava Bologna.

Furono altresì ignorate e ridicolizzate le rivelazioni del bidello Sgrò che aveva messo in pre-allarme riguardo l’attentato e ciò malgrado il fatto che il capo della polizia, Santillo, lo avesse preso talmente sul serio da riuscire a salvare all’ultimo istante Aldo Moro che doveva morire in quel treno.

L’ordigno era stato piazzato in prima classe laddove doveva Moro prendere posto.
Contento il Pci, contenti gli alleati mediterranei, contenta Israele, un passo in avanti per la Commissione Trilaterale.
Qualche testimone rosso suicida o assassinato non avrebbe fatto notizia.
La strage sarebbe rimasta retoricamente fascista e i principali assertori di questa menzogna sarebbero stai proprio gli stragisti e i loro complici.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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