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Scuola: due brutte bestie chiamate ipocrisia e disinformazione

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CHI LEGGE SCRIVE

Si rianima il dibattito sulla Scuola a 4 anni dall’ultima riforma

Da qualche giorno si sente parlare, sull’onda di quello che è stato il referendum di Bologna di alcune settimane fa, dell’eterno dualismo “Scuola Pubblica vs. Scuola Paritaria” e pare che a grandi linee il pensiero comune della gente basti immaginare di quale estrazione culturale e politica, sia quello “Siamo un paese laico e democratico, la scuola paritaria non deve esistere per principio!” oppure “La scuola paritaria è dove la gente passa perchè paga, aboliamola!” e ancora “La scuola paritaria costa, è solo per i ricchi, è antisociale e antimeritocratica, bisogna toglierle i finanziamenti e chiuderla!“.

Eppure, se ci si sofferma un attimo a pensare su quella che è stata la storia della Scuola italiana e il susseguirsi delle riforme degli ultimi anni, si scopre che la legge che regola i finanziamenti alle scuole pubbliche e paritarie, ponendole di fatto sullo stesso piano, è la legge n.10 del 2000, ossia, risalente alla vecchia Riforma Berlinguer (Luigi Berlinguer, Ministro della Scuola dal 1996 al 2000, nonché cugino di quell’Enrico Berlinguer storico leader del Pci) attuata dall’allora governo di centrosinistra guidato prima da Prodi, poi da D’Alema e poi ancora da Amato, al contrario delle dicerie comuni, frutto della disinformazione, secondo cui invece sarebbe tutta colpa di Berlusconi e della Gelmini. Non che dall’altro canto si voglia difendere la Gelmini, però per onor del vero certe precisazioni andrebbero fatte.

E ancora, si sente dire anche che la scuola paritaria è un tipo di scuola classista, perchè costa, perchè si paga e se la possono permettere solo i ricchi. E’ così? Assolutamente no, nulla di più falso!

Spesso si tende a confondere la “scuola paritaria” con gli “istituti privati” (tipo il Cepu-Grandi Scuole), la differenza tra i due sta nel fatto che gli istituti privati costano sicuramente tanto ma non sono istituti legalmente riconosciuti dal ministero, pertanto si tratta di vere e proprie aziende che appunto, per logica, offrono i loro servizi in cambio di ingenti spese. Mentre invece le scuole paritarie sono ben altra cosa, è vero nelle scuole paritarie si paga ma la diceria comune secondo cui le scuole paritarie costano molto è falsa, perchè il 90% di esse per rendere il servizio scolastico accessibile a tutti, per legge e per il fatto che beneficia di finanziamenti statali, prevede il pagamento della retta regolamentato dalle certificazioni Isee, ossia, il pagamento della retta di uno studente è proporzionato al reddito familiare, quindi le famiglie con un reddito alto pagano tanto e quelle con un reddito basso pagano poco, in alcuni casi per i redditi molto bassi sono pure previste le esenzioni, ossia, nessun pagamento di retta.

E la scuola pubblica? Quella famosa che dicono che sia libera e gratuita? Certo che è gratuita, infatti il Ministero della Pubblica Istruzione da dove prende i fondi da stanziare per la scuola pubblica? Li stampa con il ciclostile dal nulla? Non si direbbe proprio, perchè la scuola pubblica è finanziata con le entrate statali provenienti dalla tasse e dalle imposte che tutti i contribuenti pagano, quindi volente o nolente, chi crede che la scuola pubblica non si paghi deve ricredersi e rendersi conto che anch’egli paga la scuola pubblica…. con le imposte che paga!

Altro luogo comune sfatato e di cui la gente comune non si rende conto.

E poi infine, vi sono le considerazioni di principio sull’esistenza della scuola pubblica e di quella paritaria. Secondo qualcuno, le scuole paritarie non dovrebbero esistere? Perchè? Per i motivi sopra elencati che sono stati “smontati” uno dopo l’altro, eppure chi la pensa così non si rende conto che abolendo le scuole paritarie (di cui, sottolineiamolo, fanno parte anche le scuole confessionali gestite dalle minoranze religiose) verrebbero violati diversi principi contenuti nella tanto amata e sbandierata Costituzione, ossia, quello della “libertà di scelta” e quello della “libertà di culto” sulla quale si fondano i principi di laicità tanto sbandierati dagli stessi che vorrebbero chiudere le scuole paritarie.

Perchè se un genitore diffida o non è convinto della formazione e dell’educazione della scuola pubblica, questo non può scegliere di mandare il proprio figlio in una scuola paritaria?

Solo perchè i cigiellini nostalgici del ’68 rosso, e che oggi affolano la Scuola, sono contrari?

E nessuno pensa che in questo modo verrebbe negato il diritto/dovere di un genitore ad impartire un’educazione al proprio figlio?

Già educare e crescere i figli oggi è un’impresa ardua, per quel poco che i genitori riescono, se poi nella questione si intromettono anche gli interessi politici di parte allora il problema lo si va ad aggravare anziché a risolverlo, ignorando che il tema dell’educazione e della formazione dei figli non è una questione politica, ma un terreno vasto su cui si basa la formazione dei cittadini di domani.

E infine, come già enunciato sopra, tutti coloro che si battono per la scuola pubblica e laica e che vogliono la chiusura delle scuole paritaria, sanno che tra le scuole paritarie che essi vorrebbero chiudere vi sono anche le scuole facenti capo alle minoranze religiose (le scuole ebraiche, quelle valdesi, ecc.), anche questo è un aspetto di cui tante volta certa demagogia non tiene conto.

Forse non sarebbe male estirpare la demagogia e gli interessi di parte da un ambito come quello della scuola che, in tutti questi anni, a forza di tira molla da una parte e dell’altra ha portato ben tre significative riforme negli ultimi 10-15 anni (Riforma Berlinguer, Riforma Moratti e Riforma Gelmini) che hanno fatto l’effetto che hanno fatto e di cui, forse, lo scontro e gli interessi politici di questi anni ne sono la causa e ne esprimono il lato non proprio migliore.

Ario Corapi

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Di Redazione Elzeviro.eu

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