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Zuckerberg lancia Libra, la criptovaluta che rivoluzionerà l’economia

Mark Zuckerberg

L’ad del colosso social ha annunciato in estate la nascita di “Libra“: la criptovaluta ufficiale di Facebook a partire dal 2020. Un progetto sul quale però, secondo Congresso USA e grandi banche, aleggiano ancora molti sospetti.

Quando si parla di Facebook, in un modo o in un altro, si fa sempre riferimento all’inestimabile patrimonio che c’è dietro. A quanto pare, senza che ciò sia mai abbastanza. Da qualche mese a questa parte infatti, il suo amministratore delegato Mark Zuckerberg ha annunciato l’ultima novità che dovrebbe rivoluzionare completamente l’utilizzo dei social network. Questa grande innovazione porta il nome di Libra e verrà considerata come la criptovaluta ufficiale di Facebook dal 2020.

Ma cos’è una criptovaluta?

Si tratta semplicemente di una moneta resa “virtuale”, ovvero utilizzabile esclusivamente sul web e resa sicura da un processo complesso di crittografia, che rende la moneta digitale più affidabile. Libra, come le altre criptovalute (per esempio Bitcoin), si basano sulla blockchain: letteralmente si parla di una “catena di blocchi” che permette di avere transazioni legate tra loro.

Questa catena ha le grandi proprietà di essere totalmente tracciabile, trasparente e sicura anche perché il tutto viene gestito da un database distribuito. Proprio per questo, permette la gestione dei dati verificandoli e autorizzando lo scambio senza che vi sia un’autorità centrale a controllare il tutto. Viene creato dunque un nuovo modo di gestire il denaro, tanto che si è addirittura parlato di un nuovo tipo di fiducia.

La lungimiranza di Zuckerberg

Il giovane imprenditore della Silicon Valley quindi, ci ha visto lungo e nel giugno 2019 ha annunciato questa novità con un post su Facebook, dichiarando:

“La missione di Libra è quella di creare una semplice infrastruttura finanziaria globale che autorizzi gli scambi con miliardi di persone in tutto il mondo”.

Libra nasce principalmente come associazione no-profit basata a Ginevra. Fa parte di un’organizzazione che attualmente conta al suo interno 28 membri (tra ONG e istituzioni), ma che ha decisamente ancora intenzione di espandersi. Nell’insieme, nonostante questo nuovo modo di scambiare denaro sembri far parte di una rivoluzione apparentemente positiva per il mondo dei social network, nelle ultime settimane Libra è finito nell’occhio del ciclone.

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Per Congresso e banche vi sono ancora delle opacità

Dopo un’analisi della Federal Reserve americana, è stato dichiarato che la criptovaluta mostra ancora aspetti poco chiari che devono essere resi trasparenti per dar via alla rivoluzione; un parere che, in seguito, ha portato i due colossi bancari per eccellenza, Visa e Mastercard, a decidere di fare di fare un passo indietro.

Come riportato dal Wall Street Journal infatti, si stanno formando sempre di più numerose crepe ed incertezze, le quali continuano a rendere questo piano difficile da realizzare. Proprio per questo, David Marcus – il responsabile del progetto – interrogato dalle banche principali e dal Congresso USA, ha parlato di un meccanismo ancora in via di sviluppo, cercando di rendere le cose più limpide ed incentivando le multinazionali ad aderirvi quanto prima.

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Di Beatrice Saitta

Beatrice Saitta
Classe 1998. Dopo aver studiato lingue al liceo, si dedica all'informatica, studiando ICT all'Università di Torino. Grandi ambizioni e grandi sogni, ma tutto parte dalla scrittura.

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