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Un attacco prepotente al diritto alla salute dei cittadini

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Un fatto recentissimo, avvenuto in Toscana, rende fin troppo chiara una tendenza molto pericolosa, e ben terribile: è in corso un attacco al diritto alla salute dei cittadini italiani. Alla loro possibilità di curarsi. Un attacco basato sulle fallacie e le menzogne del modello liberista.

Autore: Gilberto Trombetta

Due ore di attesa dopo la chiamata d’emergenza, 2.000 dollari per il trasporto in ambulanza, 1.500 per la visita al Pronto soccorso, altri 500 per la radiografia: per un totale complessivo di 4.000 dollari. È la sanità privata a stelle e strisce. La salute non è protetta, ma i negozi in compenso sono sempre aperti: 7 giorni su 7, 24 ore su 24.

Una realtà che a molti può sembrare ancora tanto lontana dall’Italia. Così lontana da non doversene preoccupare. Ma ne si può essere davvero così sicuri?

«Spiacenti, non abbiamo le ambulanze». È quanto si è sentita dire, alla fine di dicembre del 2019, un’anziana 96enne di Carrara. La signora si sarebbe dovuta recare ad un vicino ospedale per eseguire terapie antitumorali, ma alla fine è stata costretta a pagarsi un’ambulanza privata.

Non dovrebbe stupire. Sono anni che i finanziamenti pubblici al Servizio Sanitario Nazionale italiano vengono tagliati. Tagli a cui bisogna aggiungere l’incivile blocco del turn over.

A partire dal 2010 la quota di finanziamento pubblica della Sanità in Italia – indi per cui, della salute dei suoi cittadini –  ha iniziato a calare ancora più velocemente, distaccandosi progressivamente dalla media registrata nei Paesi europei occidentali.

Lo scorso anno la quota di finanziamento italiana è stata di 6 punti percentuali inferiore a quella degli altri Paesi, tanto da essere ormai allineata a quella dei Paesi dell’Est europeo. Solo negli ultimi 8 anni la spesa è stata tagliata del 2,7%.

Spesa sanitaria in Italia in confronto al PIL pro capite

Così facendo la forbice rispetto ai Paesi occidentali della UE si è allargata, portando quella della spesa pubblica pro capite al 37,1%. Cioè l’Italia spende appena i 2/3 di quello che spendono gli altri Paesi.

Contemporaneamente si è ridotta la forbice della spesa privata per la salute, che vedeva fino a qualche anno fa l’Italia tra gli ultimi posti. Nel 2008 era inferiore del 20% circa a quella media degli altri Paesi UE ma è stata ormai ridotta ad appena l’11,4%.

Una cosa inaccettabile se si pensa che il Servizio Sanitario Nazionale italiano, sulla carta almeno, dovrebbe essere ancora Universalistico, Globale e offrire quindi servizi gratuiti. Salute. A tutti.

Revisione ed impostazione grafica: Lorenzo Franzoni

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Di Lorenzo Franzoni

Lorenzo Franzoni
Nato nel 1994 a Castiglione delle Stiviere, mantovano di origine e trentino di adozione, si è laureato dapprima in Filosofia e poi in Scienze Storiche all'Università degli Studi di Trento. Nella sua tesi ha trattato dei rapporti italo-libici e delle azioni internazionali di Gheddafi durante il primo decennio al potere del Rais di Sirte, visti e narrati dai quotidiani italiani. La passione per il giornalismo si è fortificata in questo contesto: ha un'inclinazione per le tematiche di politica interna ed estera, per le questioni culturali in generale e per la macroeconomia. Oltre che con Elzeviro.eu, collabora con il progetto editoriale Oltre la Linea dal 2018 e con InsideOver - progetto de il Giornale - dal 2019.

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