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Soia OGM scavalca il Parlamento e si insinua nei nostri piatti

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La Commissione europea ignora amaramente gli avvertimenti del suo Parlamento e autorizza l’importazione e la commercializzazione della soia OGM. Intanto la potenza multinazionale Bayer-Monsanto ringrazia.

Si parla di una lotta alla salute che dura dal 2012, dove varie lobby e multinazionali si sono susseguite nell’insistente volontà di frantumare il muro europeo. Un muro costruito e saldamente sostenuto dal Parlamento Europeo, che ha respinto più volte l’entrata della soia OGM.

Il Parlamento è l’unico organo elettivo dell’Unione, senza poteri esecutivi o legislativi, ma con il pur nobile compito di controllo; esercitando quindi la sua funzione, è da otto anni che rifiuta il pericoloso uso della soia OGM. Nel Maggio di quest’anno però, la Commissione Europea, che stringe in mano il vero scettro del potere, ha deliberatamente ignorato la votazione parlamentare. 

I fortunati produttori con cui la Commissione ha siglato l’accordo sono la Bayer-Monsanto.

La multinazionale Bayer-Monsanto si aggiudica infatti il secondo mercato globale di importazione di soia, con la benedizione dell’Unione. Vediamo però, prima di inoltrarci nei danni alla salute provocati dal prodotto, di chi stiamo parlando.

Bayer – orgogliosamente tedesca – è la quinta azienda farmaceutica al mondo e lo scorso anno ha fatturato circa 43,54 miliardi. Nata durante la seconda guerra mondiale, costruì uno stabilimento ad Auschwitz dove praticava la sperimentazione umana. La causa intentata da una sopravvissuta all’Olocausto, ha infatti rivelato importanti documenti: la prova che Bayer pagasse funzionari nazisti per avere l’accesso ai prigionieri e testare i suoi farmaci.

Negli anni 80 una sua divisione è stata accusata di vendere prodotti sanguigni contaminati dall’HIV. Milioni di americani sono stati infettati e molti hanno perso la vita, ma Bayer ha liquidato la cosa istituendo un fondo da 600 milioni per risolvere le cause legali.

Nel 2016, Bayer acquisisce un altra multinazionale: la Monsanto.

Veniamo ad un’altra decisione sancita dalla benedizione europea. La Monsanto è un azienda statunitense di biotecnologie agrarie, fatturato annuo di 14,5 miliardi e una lunghissima serie di scandali. Anche qui la storia inizia nel secondo conflitto mondiale, dove è noto il coinvolgimento della Monsanto nel progetto Manhattan, la prima bomba nucleare.

Da non tralasciare il caso dell’Agente arancio, la terribile arma chimica utilizzata nella guerra del Vietnam. Questo ha provocato gravissimi danni alle popolazioni locali creando modificazioni strutturali e malformazioni, oltre a depressione, tendenze suicide e rabbia violenta.

È invece recente lo scandalo che più ci interessa. Nel 2019 un giardiniere di una scuola vicino San Francisco, malato terminale per un linfoma “non-Hodgkin” ha intentato una pionieristica causa contro la Monsanto, affermando che il celeberrimo erbicida a base di glifosato (prodotto di punta dell’azienda) sia la causa della sua patologia.

Il processo vede la sconfitta della Bayer-Monsanto e crea il precedente legale per ammettere definitivamente la pericolosità del prodotto. Quale sarebbe il problema quindi? Il glifosato è presente nella soia OGM che da oggi sarà sulle nostre tavole.

Il pericolo della soia OGM

Oltre all’alta probabilità di creare danni fisici, il glifosfato è risultato cancerogeno per l’uomo secondo molte ricerche scientifiche ed è classificato come tossico dai regolamenti europei. Questo è solo uno degli elementi problematici e potenzialmente molto pericolosi della soia OGM. Dopo il via libera della Commissione, il Parlamento europeo ha prodotto una chiara ed esauriente Risoluzione sull’assurda autorizzazione al commercio della soia OGM. Riportiamo solamente alcuni punti fondamentali, ma invitiamo tutti i lettori a leggere l’intero documento https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0069_IT.pdf

è stato dimostrato che le colture di soia OGM necessitano di elevati e ripetuti trattamenti di erbicidi (glufosinato, dicamba e glifosato). Il che potrebbe condurre all’accumulo di una maggiore quantità di residui nel raccolto;

secondo le conclusioni del progetto “Risk Assessment of genetically engineered organisms in the EU 2020”, la valutazione del rischio degli OGM da parte dell’Unione europea non tratta in modo adeguato i rischi per la salute pubblica e l’ambiente. Compresi quelli associati al consumo di prodotti derivati da piante OGM resistenti agli erbicidi;

considerando che non vi era una maggioranza qualificata di Stati membri favorevole ad autorizzare questo e altri OGM, e nonostante il riconoscimento di lacune sul piano democratico, la Commissione continua ad autorizzare gli OGM;

la produzione di soia rappresenta un fattore determinante della deforestazione dell’Amazzonia. Il 97% e il 100% della soia coltivata, rispettivamente, in Brasile e in Argentina è soia geneticamente modificata.

Conclusioni?

Conclusioni: il Parlamento Europeo reputa che il progetto di esecuzione della Commissione non sia coerente con il diritto dell dell’Unione e chiede di ritirarlo. Invita la Commissione a non autorizzare l’importazione di alcuna pianta geneticamente modificata che sia stata resa resistente a una sostanza erbicida. Nel presente caso il glufosinato e il glifosato, il cui utilizzo non è autorizzato nell’Unione.

Se ne deve dedurre tuttavia, che la Commissione europea non ha ritirato proprio nulla. Fino al 2030 il contratto con la Bayer-Monsanto resta infatti perfettamente valido, gettando una lugubre ombra sulla salute collettiva del vecchio continente.

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Di Arianna

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