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Secondo la sinistra i gilet gialli sono solo degli analfabeti fascisti

Tra gilet gialli e gay pride una breve riflessione filosofica sulla metamorfosi della sinsitra

di Diego Fusaro

Fatevi due domande.

Se scendete in piazza per avere più immigrazione, più porti aperti, più deregolamentazione, più liberalizzazione dei consumi e dei costumi, più “diritti civili” (ossia più capricci individualistici per i ceti possidenti), i padroni del discorso e le classi dominanti vi fanno l’elogio, le prime pagine encomiastiche e mettono le magliette rosse di sostegno.

Se, come le giubbe gialle in Francia,

scendete in piazza per il lavoro e contro il capitale, ossia contro la vera contraddizione, allora le classi dominanti vi manganellano senza pietà e i padroni del discorso vi silenziano e vi diffamano come antisemiti e fascisti.

 

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Di Gabriele Tebaldi

Gabriele Tebaldi
Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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