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Aquarius, Strada e il carburante libico: ecco come ricattare l’Italia

La vicenda legata alla nave Aquarius pare essere giunta al termine, con il consenso di quest’ultima ad attraccarre nel porto di Valencia.

Nel giro di tre giorni il nuovo esecutivo italiano è stato di nuovo al centro di una fortissima pressione mediatica, di un’altrettanto ingente critica della cosiddetta “società civile”, oltre che di attacchi da parte di Stati stranieri.

Salvini e Toninelli bersagli delle critiche

Si è ripetuto quindi quanto era successo durante la formazione dello stesso Governo. A questo giro però gli attacchi dello spread e dei mercati sono stati abilmente sostituiti da quelli dell’universo della “società civile”. Un mondo eterogeneo composto dalle personalità più disparate, ma accomunate da un unico sentimento. L’odio assoluto verso il nuovo Governo gialloverde.

il lucido intervento di Danilo Toninelli che chiarisce la posizione italiana

Da Saviano a Gino Strada, passando un’agenzia delle Nazioni Unite e tutto l’associazionismo umanitario hanno usato toni da guerra in particolare contro Matteo Salvini e Danilo Toninelli. Riassumiamo però brevemente quanto successo negli ultimi tre giorni.

Le motovedette libiche senza carburante

La nave Aquarius battente bandiera britannica, ma gestita dall’organizzazione SOS Mediterranée che ha sede a Berlino, riceve nella giornata di sabato un SOS al largo delle coste libiche. Nel frattempo la guardia costiera della Libia afferma di aver terminato il carburante per effettuare controlli adeguati onde evitare le partenze, secondo gli accordi presi con il Governo Gentiloni. Risorse che sarebbero state negate a Tripoli dall’esecutivo uscente proprio negli ultimi mesi.

Minniti, capostipite dell’ “aiutiamoli a casa loro”

Sta di fatto che ben 600 persone riescono a imbarcarsi su una “bagnarola” messa a disposizione dai soliti scafisti. La missione di salvataggio della nave Aquarius quasi a buon fine, riuscendo a caricare parte delle persone che avevano preso la via del mare. 12 sono i morti in mare. Rimane un mistero circa l’assoluta indifferenza dell’organizzazione tedesca e del personale MSF presente sulla nave nel segnalare e denunciare l’identità degli scafisti. Ma andiamo oltre.

L’ONG vuole solo sbarcare in Italia ma Salvini e Toninelli si oppongono

Secondo le norme del diritto vigente la nave dovrebbe attraccare nel porto vicino più sicuro. La logica del diritto direbbe quindi Tunisia o Malta. La consuetudine purtroppo dice Italia. La nave, senza nemmeno prendere in considerazione le prime due ipotesi punta dritto verso lo stivale.

Il Ministro dell’interno Salvini, coadiuvato dal Minsitro dei trasporti Toninelli e dal Premier Conte, nega l’autorizzazione all’attracco e invita la nave a sostare nelle acque territoriali maltesi per ricevere assistenza da la Valletta. Il Governo maltese rifiuta e anzi accusa l’Italia di non “rispettare le regole”, senza specificare a quali norme si sarebbe appellata la Valletta.

I durissimi attacchi contro il Governo gialloverde

Nel frattempo arrivano i durissimi attacchi contro il Governo. Inizia Gino Strada.

“La politica del precedente ministro dell’Interno era un atto di guerra contro i migranti che ha prodotto dei morti. E Salvini vuole portarla avanti. Ora che ho più di settant’anni non avrei mai pensato di vedere ancora dei ministri razzisti o sbirri nel mio Paese”.

Poi ci pensa Roberto Saviano.

“Il ministro Salvini e il ministro Toninelli si stanno comportando da banditi”.

“Abbiamo cibo solo per un giorno. Aprite i porti”,

così ha messo pressione il personale MSF presente sulla nave.

“Appello ai «governi coinvolti affinché consentano lo sbarco immediato di centinaia di persone bloccate nel Mediterraneo da sabato a bordo della nave Aquarius”,

così l’Agenzia delle Nazioni Unite Unhcr.

C’è da dire che l’unica autorità preposta alla vicenda, ovvero la Commisione europea, sostiene che in realtà

“la legge non è chiara su chi debba farsi carico dello sbarco”.

Delegittimando così tutti gli attacchi portati contro il Governo.

Le strane coincidenze di questi sbarchi improvvisi

La situazione si risolve infine con l’apertura del porto di Valencia da parte della Spagna, soluzione inizialmente rifiutata dall’Aquarius, e poi accettata grazie all’intermediazione italiana che scorterà la nave fino al porto spagnolo. Diversi sono gli spunti di riflessione di questa vicenda.

Come è possibile che questa improvvisa ondata di partenze arrivi proprio nei primi giorni di insediamento del nuovo esecutivo italiano? Una coincidenza che appare ancora più evidente se si osserva l’ultimo anno del Governo Gentiloni, soprannominato non a caso quello degli “sbarchi 0”. Sembrerebbe esserci un preciso disegno dietro che porterebbe la firma congiunta del “mondo umanitario”, cui l’esecutivo gialloverde ha promesso un giro di vite, e le autorità tunisine e libiche, pronte a strappare accordi favorevoli a un Governo ancora in via di formazione.

Solo supposizioni? Forse, ma intanto Matteo Salvini si è detto pronto a un prossimo viaggio in Libia proprio per trattare nuove condizioni sull’argomento migranti.

Discorso a parte andrebbe poi rivolto alle organizzazioni protagoniste della vicenda, Medici Senza Frontiere e SOS Mediterranee. Organizzazioni private che hanno dimostrato di aver raggiunto un peso mediatico e finanziario non indifferente. Tali multinazionali dell’umanitario hanno ora il potere di intimare a uno Stato l’apertura dei propri porti, forse nemmeno spread e mercati spererebbero mai di avere tale ascendente sulle entità statuali.

 

di Gabriele Tebaldi

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