Home / Affari di Palazzo / Salvini come Mussolini: il Corriere la spara (di nuovo) grossissima

Salvini come Mussolini: il Corriere la spara (di nuovo) grossissima

Niente da fare, i giornali mainstream sembrano aver intrapreso una via di decadenza culturale ancorché di diffusione. L’ultimo accostamento tra Benito Mussolini e Matteo Salvini, fatto tra le pagine del Corriere della Sera, è un qualcosa che sfida le regole deontologiche grazie a grossolanità analitica iperbolica.

Se è infatti comprensibile che blog e giornali di modeste dimensioni ricorrano all’estrapolazione di dichiarazioni, all’utilizzo di titoli sensazionalistici, per sgomitare in una concorrenza tra “poveri”, tale abitudine non è però giustificabile se viene perpetrata con frequenza dal giornale più diffuso in Italia.

Fake news nel passato recente del Corriere

Così dopo le denunce inascoltate di Caizzi, dopo aver scritto sul “sequestro di una nave mai sequestrata“, il Corriere dà purtroppo ancora sfoggio dell’insipienza dei suoi pennivendoli. Oggi è stato il turno di Corrado Stajano che con un articolo dal titolo: “Mussolini campione di bluff, le bugiarde vanterie del fascismo” ha fatto una recensione del libro “Mussolini ha fatto anche cose buone”, scritto da Francesco Filippi.

Sorvolando sull’ingenua esaltazione mistica che l’articolista fa di un libro modesto per dimensioni (150 pagine) e sicuramente privo delle pretese di un’accademica ricerca storica, saltano all’occhio paragoni, sorprendenti per l’assurdità concettuale, tra i primi trent’anni del ‘900 e l’epoca in cui attualmente viviamo. Nell’articolo si legge per esempio che:

Adesso, a causa degli anniversari — il 1919, la fondazione dei Fasci di combattimento in piazza San Sepolcro a Milano — e di un clima politico benevolo verso quel passato creato da Salvini, dalla sua Lega e da un governo autoritario e xenofobo che sembra voglia cancellare ogni spirito di uguaglianza e di umanità, il concetto di Mussolini, il dittatore buono del Novecento, viene riproposto con tutta la sua falsità.

Il parallelo tra un certo fascismo e la parte leghista dell’esecutivo

non solo sembra essere uscito dal tema dell’elementari di un alunno sicuramente poco appassionato di storia, ma propone una visione dell’attualità professionalmente inadatta ad occupare le pagine del primo giornale italiano. Risulta infatti alquanto arduo provare il presunto autoritarismo di un esecutivo che gode di una maggioranza di consensi e parlamentare che da anni non si vedeva nel panorama politico italiano. Così come il termine xenofobo può essere al limite accostato ad alcuni esponenti della Lega, ma non di certo dell’esecutivo che ha, tra le altre cose, previsto un aumento degli investimenti nel settore della cooperazione internazionale.

Su Mussolini e il fascismo si possono dire tante cose, si possono esprimere i giudizi più disparati e più o meno legittimi. Estrapolare invece una certa interpretazione di quell’ideologia paragonandola all’attuale politica italiana che, fino a prova contraria, è esercitata all’interno di un quadro legislativo parlamentare e democratico, è non solo inesatto, ma scorrettissimo da un punto di vista deontologico.

 

Leggi anche:

Il dissequestro di una nave mai sequestrata: il Corriere ci ricasca

Un grido nel silenzio: Caizzi si ribella al Corriere della Sera

Di Gabriele Tebaldi

Gabriele Tebaldi
Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

Cerca ancora

Vuoi vedere che il “partito delle toghe” esiste davvero?

Prima ancora di iscriversi a Giurisprudenza o Scienze politiche, insomma alle scuole superiori, durante il …