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Riaprire tutto è follia

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Di Francesco Erspamer

Secondo stime attendibili il numero di italiani che sono stati infettati dal coronavirus, inclusi i tanti che neanche se ne sono accorti, è di alcuni milioni, da due a quattro. Diciamo, per eccesso, cinque milioni, pari all’8% della popolazione.

I morti ufficiali sono quasi 30mila,

probabilmente parecchi di più a giudicare dalla drammatica impennata dei decessi (per qualunque causa) rispetto agli scorsi anni – a Bergamo cinque volte più alti ma quasi ovunque, nelle zone colpite, un 50% per in più. Ma diciamo, per difetto, 30mila.

Ciò significa che,

se al contagio fosse stata lasciata via libera (o se la si lasciasse adesso come vogliono Salvini e Renzi per accaparrarsi la gratitudine delle multinazionali e i voti dei forzati della domenica in spiaggia e dell’apericena) e di conseguenza a essere contagiato fosse stato l’80% degli italiani, i morti sarebbero stati almeno 300mila, ossia il doppio delle vittime civili italiane dell’intera seconda guerra mondiale. Probabilmente molti di più ma diciamo 300mila.

Meno male che c’è Conte, che vuole riaprire ma senza rischiare una ricaduta. Purtroppo però da solo non ce la farà: ci sono enormi interessi che premono non solo e non tanto per “ripartire” (che strana metafora, tipica di un’epoca che esalta la mobilità, anche senza scopo, invece che la stabilità) ma soprattutto per far sì che la situazione torni quella di prima o peggio, con tutti i suoi difetti nostalgicamente trasformati in virtù, come se niente fosse successo o possa succedere di nuovo: perché il capitalismo sa solo crescere, appunto come un virus, al costo di distruggere l’organismo che lo ospita.

I giornalisti sono già pronti a coprire tutto,

visto che molta gente vede solo quello che va sullo schermo; se no Renzi non avrebbe osato insultare i morti di Bergamo e Brescia: è che davvero per lui e per tanti la realtà non esiste, solo il virtuale. Invece si tratta di decidere quali siano le nostre priorità, di capire da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo e vogliamo andare.

L’Italia è un paese straordinario che deve la qualità della vita che ancora la caratterizza a una grande socialità e a comunità forti malgrado trent’anni di deriva liberista. Però le conseguenze di questi di decenni di americanizzazione (berlusconismo, boninismo, renzismo) incominciano a farsi sentire.

Per esempio, sono stati sdoganati e moltiplicati gli stronzi assoluti,

Interessati solo a sé stessi e appiattiti sul presente, dunque disposti a tutto per il soddisfacimento immediato delle loro pulsioni: sono i rampanti, i mafiosi e camorristi, gli evasori per avidità (diversi da quelli per necessità), i consumisti compulsivi, in generale gli individualisti che pensano di avere solo libertà e diritti personali e nessun dovere collettivo.

Vanno emarginati,

se possibile con la pressione sociale e se no con la forza. Sono un virus più pericoloso e mortale del covid 19 e non ci sono vaccini che possano eliminarlo: solo i nostri anticorpi. Se ancora ne abbiamo.

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