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Quei giornali che invitano a speculare sui titoli di Stato italiani

L’attenzione sui titoli di Stato italiani si è accentuata notevolmente fin dall’insediamento del nuovo esecutivo, lo scorso giugno. Più volte il Governo gialloverde è stato accusato dai giornali mainstream di fomentare i cittadini per assolvere la missione di donare “oro alla patria”.

Un voluto richiamo al periodo mussoliniano per screditare l’invito fatto da alcuni esponenti del Governo ad acquistare i titoli di Stato italiani. In realtà investire nei BOT e BTP oltre ad essere un affare sicuro e a basso rischio per coloro che non dispongono di grandi capitali, è anche un modo per contribuire alla tutela del debito pubblico.

Debito pubblico? Meglio se detenuto entro i confini nazionali

Sarebbe infatti preferibile che il debito pubblico di un Paese fosse detenuto dai suoi stessi cittadini, piuttosto che da banche o fondi stranieri, spesso dediti al gioco d’azzardo speculativo. Proprio per questo “oro alla patria” non è una strategia adottata solo nel ventennio fascista, bensì la si può ritrovare nell’attuale Giappone, dove solo l’11% dei titoli di Stato è in mani straniere. Tutto il rimanente è all’interno dei confini nazionali, scongiurando cosi rischi di compravendite improvvise.

Se da una parte è legittimo che il Governo di un Paese inviti i propri cittadini ad investire nei titoli di Stato, risulta invero più che discutibile la pratica di alcuni giornali nostrani nell’aizzare al comportamento contrario. Ovvero la destabilizzazione del valore del debito sovrano.

“Vendete i BTP”, lo sconcertante invito di un giornale italiano

Ci siamo già occupati del caso ancora irrisolto del Corriere della Sera che era stato accusato di aver “giocato” sul valore dei titoli italiani attraverso la pubblicazione di articoli allarmistici. Oggi è invece il turno del giornale finanziario Trend online. Si tratta di una rivista specializzata nel settore finanziario e quindi molto seguita dagli investitori e ieri ha pubblicato un pezzo dal titolo inspiegabile:

Spread in rialzo: BTP ancora appetibili o meglio venderli ora?

Il discutibile titolo di Trend online

Stupisce la naturalezza e la leggerezza con cui il quotidiano invita apertamente i cittadini italiani a compiere operazioni speculative sui titoli di Stato. Ci chiediamo se esista un limite tra diritto di cronaca e la consapevole diffusione di notizie potenzialmente letali per la stabilità economica del Paese e se in questo caso non sia stato ampiamente superato. Sappiamo bene infatti che la vendita diffusa e improvvisa di titoli di Stato è in grado di influenzare l’andamento politico di un Paese. Nel 2011 una sospetta vendita allo scoperto di grandi quantità di titoli italiani da parte delle banche tedesche contribui alla crisi dell’esecutivo Berlusconi. C’è dunque un motivo dietro la diffusione di queste notizie di “terrorismo economico” oppure si tratta di una semplice svista?

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Di Gabriele Tebaldi

Gabriele Tebaldi
Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

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