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Giorgia Meloni si emoziona parlando della figlia, da cui l'impegno politico la tiene lontana molte ore.

Perché non voto #6: Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia

Un residuo, ma che in coalizione rischia di nuovo di mandare in parlamento il buon (?) vecchio (!) La Russa, qualche vecchio sodale imbolsito, Meloni, e pochi altri. Finalmente hanno deciso di rinnovare il simbolo, togliendo nomi che rimandano all’esperienza finiana, levando però anche la dicitura MSI, ciò che può apparire come un rinnegamento delle radici, ma mantenendo una fiammella, molto flebile e destinata a spegnersi al primo soffio di vento, come dimostra la scarsa incisività dei rappresentanti di detto movimento all’infuori della sua leader.

L’ex ministro del Pdl Meloni, pur dimostrando una preparazione degna di un ruolo istituzionale, rappresenta appieno il vecchio corso della politica. Già Vicepresidente della Camera dodici anni fa, dalla sua ha una certa coerenza politica. Il programma di governo di questo partito non pare tuttavia latore di idee originali. Non basta fare appelli ai “patrioti”, parlare di sostituzione etnica, quando queste battaglie sono patrocinate con successo demagogico dall’alleato leghista. Sulle questioni fiscali si allinea alla Lega al 100%.

È necessario, e ce lo si aspetterebbe da un partito del genere, un programma denso di contenuti e con una base giuridica che proponga una riforma della giustizia: questo siccome la legittima difesa è stata così strenuamente, almeno visivamente, sollecitata dai pochi parlamentari afferenti a questa formazione politica. E questo anche poiché molti giuristi fanno parte di questi eredi della fiamma.
L’idealismo non basta.

Di Freddie

Classe 1989. Giornalista pubblicista. Scrive su Elzeviro fin dai primordi. Laurea in giurisprudenza, master in Economia e gestione delle Risorse umane alla Newcastle Business School. Vive nel Regno Unito.

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