Home / Affari di Palazzo / Perché non bisogna concedere l’autorizzazione a procedere contro Salvini

Perché non bisogna concedere l’autorizzazione a procedere contro Salvini

I 5 Stelle vogliono sottoporre la questione agli iscritti.

Salvini potrà anche essere giudicato l’epitome del male, della grettezza e della più infida furbizia politica. Il Movimento 5 Stelle sta pensando di sottoporre la questione dell’Autorizzazione a procedere da parte della magistratura contro Salvini, per sequestro di persona nella vicenda della nave Diciotti, al vaglio dei suoi elettori sulla piattaforma Rousseau.

In tal caso i parlamentari dovranno votare ciò che gli iscritti al Movimento indicheranno loro.

Un modo, insomma, per esautorare il Parlamento della sua funzione rappresentativa, stabilita in Costituzione. E questa sarebbe già una ragione sufficiente per non sottoporre la questione al plebiscitino degli iscritti.

Ma ci sono altri motivi, ben più pregnanti,

secondo chi scrive, per cui l’autorizzazione a procedere non dovrebbe essere concessa. Essi concernono, senz’altro, la grave minaccia democratica che l’affievolirsi del principio della separazione dei poteri comporta.

Insomma, la potente corrente politicizzata della magistratura facente capo alla c.d. Magistratura democratica, vorrebbe certamente ingerirsi nelle scelte politiche di un Governo eletto in modo democratico. A questo punto, perché no, il Parlamento esautorato potrebbe chiudersi per divenire un’Aula di giustizia dispensata all’occorrenza da quelle toghe che, da impiegati pubblici, diverrebbero finalmente gli oligarchi che – in virtù di una non meglio precisata superiorità culturale/morale – auspicherebbero a divenire da immemori tempi.

L’accusa ridicola che si muove contro il Salvini

è quella di non aver fatto scendere a terra degli immigrati clandestini scevri di documento alcuno di riconoscimento, nonché di certificazione sanitaria, quantunque ogni altra nazione del globo non avrebbe permesso un’invasione entro i suoi confini sovrani. Parlare di sequestro di persona, poi, è del tutto fuorviante e ridicolo, considerato come le condizioni dei migranti siano state accertate da medici e il vitto sia stato loro garantito, nonché un vestiario adatto alle condizioni climatiche.

I mainstream media,

poi, hanno fatto la loro parte nel fuorviare le coscienze con immagini di bimbetti e dei lager libici, che ormai vengono messi come il prezzemolo per smuovere le colpevoli anime dei capitalisti rosé e collinari nostrani. Capitanati da Boschi, Fornero, Boldrini: coloro che insomma, per note vicende personali e politiche,  avrebbero dovuto scomparire dalla scena ormai da anni.

Sorprendentemente,

però, tali immagini riescono davvero a sortire l’effetto di provocare pena al menefreghista incallito che, pubblicando sulla sua inutile bachechina di facebook il suo senso di colpa e lo schifo contro Salvini, aumenta, oltre al senso del ridicolo di chi capisca cosa davvero sta succedendo, il proselitismo dei soliti noti. Cavalcato da giornalai alla Parenzo o alla Lerner, per intenderci; ma ultimamente v’inseriamo senza remore pure il buon Mentana.

Le candide immagini della novella opposizione di Forza Italia affiancata al Piddì, con Prestigiacomo che sale sull’ultima nave di migranti tutta in tiro, occhialoni griffati, mèches e senso di colpa con tanto di lacrimuccia, poi, sarebbero comiche se non fossero una palese strizzata d’occhio ai trafficanti di esseri umani che lucrano sulle tragedie dei subsahariani e su chi, comunque, è migrante economico travestito da umanitario.

Ma continuate pure a pensare che processare Salvini sul caso Diciotti sia un esercizio di democrazia. Scafisti, sinistra rosé e siliconate di centrodestra ringraziano sentitamente.

Leggi anche:

Tra la Diciotti e la Grecia c’è tutto il disastro dell’Unione europea

Giustizialismo emotivo

Di Federico Altea

Avatar

Cerca ancora

Vuoi vedere che il “partito delle toghe” esiste davvero?

Prima ancora di iscriversi a Giurisprudenza o Scienze politiche, insomma alle scuole superiori, durante il …