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“Mussolini”, una poltrona per un cognome

Una cosa mi ha colpito di Tizio, Caio, Sempronio o Mevio (non ricordo) Mussolini.

Il signore di origine argentina, due lauree e una vita da manager turbocapitalista – vive a Dubai – per carità, sta scoprendo l’Italia, anche quella edificata dal bisnonno. E nel far ciò decide di sfruttare il suo cognome in virtù della discendenza dal duce, ma non certo la sua faccia, sicché così dissimile dal mascellone volitivo del bisnonno. Non certo come Alessandra, che sui banchi del parlamento europeo ci si è seduta, e che rammenta – eccome – il nonno nei tratti somatici.

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Sarà che il sangue si è diluito in un’ultronea generazione, ma del duce proprio non viene in mente niente guardando quel faccino pulito e sbarbato. Epperò si è detto piuttosto sorpreso, il Gaio Giulio Cesare (ah ecco il nome, ora ricordo! Che imponenza!) Mussolini ,dell’affetto tributatogli entro la formazione politica Fratelli d’Italia. “Mi hanno accolto come se fossi un vecchio militante”, ha detto.

Certo, difendiamo a spada tratta la facoltà di Caio Giulio Cesare Mussolini di candidarsi al parlamento europeo. Lo abbiamo fatto in questo articolo, quando la sinistra dei giornali e della pseudointellighentia ha cominciato a farsi ribollire i liquidi corporei di fronte alla candidatura di questo giovane, ennesimo, Mussolini.

Non difendiamo l’interesse ad una poltrona inutile (si sa, tutto viene deciso in Commissione), dispendiosa per i contribuenti europei, e che garantisce benefit che costui verrebbe ad ottenere. E che, se del caso, otterrà solo per il nome. Si sa che c’è chi nasce con la camicia, ma il diritto di non simpatizzare per una tale buffonata è pari al diritto di difenderla poiché negli argini della democrazia.

Però non prendiamoci per il culo.

Chi è questo signore, colto e preparato, militare e manager? Un signore che non ha alcuna militanza politica alle spalle, che in Fratelli d’Italia, partito che serba ancora la fiamma – pur senza la dicitura MSI (che molti leggevano come Mussolini Sei Immortale, anziché Movimento Sociale Italiano), è accolto solo perché i vecchi di partito si ringalluzziscono nel poter vergare Mussolini sulla scheda. Come se questo potesse risolvere qualche problema loro. Invece ne creerà solamente: in caso di elezione, i paesi dell’Europa non ci prenderebbero sul serio, ancora una volta. Ancora una volta smetteremo di sentire parlare del parlamentare di turno dal cognome altisonante, al di fuori di argomenti correlati al cognome stesso? Il rischio è alto.

Dov’è la militanza politica?

Se sei un militante di (estrema?) destra ha più senso votare quel (aggettivo a scelta) di Borghezio, eletto con una valanga di voti perfino a Roma per la Lega (dove l’avevano confinato per non farlo eleggere), prima della svolta nazionale. Uno che va alle commemorazioni per i caduti della Repubblica sociale da decenni, laddove questo ennesimo Mussolini, saltato fuori da un cilindro della Meloni per una tacca di punto percentuale, non s’è mai visto.

 

Di Federico Altea

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