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Mussolini candidato, cortocircuito nella gauche caviar

Mussolini presso l'Altare della Patria, Roma.

Caio Giulio Cesare Mussolini,

il nome del più grande imperatore romano e il cognome del personaggio più discusso del XX secolo, si candida per il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, alle Europee. Circoscrizione Sud. Manager di respiro internazionale, dopo una carriera in marina fino al grado di comandante, ha lavorato per Finmeccanica e per altri gruppi industriali, ora vive a Dubai con la famiglia. 51enne, ha studiato in Italia nonostante abbia passato la sua giovinezza in sudamerica. Nato da genitori emigrati in Argentina.

No ragazzi, questo è troppo. Non bisogna esagerare. Basta una matita! #ScriviMussolini” – Un post di CGCM, che gioca facile con il suo cognome in campagna elettorale.

Se la campagna elettorale, davanti al Colosseo quadrato dell’EUR può senza dubbio lasciare trapelare qualcosa di evocativo del Fascismo, non è un mistero come il candidato si candidi proponendo il suo cognome, non avendo un passato di vecchio militante nel partito di Meloni. Del tutto lecito, e sinceramente una pratica del tutto trasparente, come poche altre nel panorama politico e istituzionale.

C’è però da sottolineare come lo stesso partito,

nonostante la fiamma ancora nel simbolo, non serbi più la dicitura del MSI, e il suo coordinatore sia quel Guido Crosetto, liberale. L’anima liberale del partito si può ravvisare come in armonia con il percorso lavorativo del candidato, che non si sogna – nemmeno lontanamente – di dichiararsi fascista. Tanto non è bastato, tuttavia, per frenare il cortocircuito isterico di certa stampa.

Michele Serra, quel giornalista famoso per dispiegare le cose del mondo dalla rubrichetta di tre righe “l’Amaca” su Repubblica, si è prodotto in un commento, questa volta di circa un paio di righe in più, spiegando come uno con un cognome così dovrebbe allontanarsi dall’Italia, così come dovrebbe fare un nipote di Hitler dalla Germania, o al massimo andare a fare il gelataio a Guidonia.

Sorvoliamo

sul certo non nuovo classismo di certa ‘gauche caviar’, che pone delle barriere intellettuali(?) talmente grandi tra sé ed il popolo, da non rendersi conto che fa soltanto pubblicità positiva a questo Mussolini. Facciamo invece notare a Serra che questo Mussolini, per ragioni familiari, è nato all’estero, in Argentina, vissuto in Venezuela, e interessato alla situazione degli emigrati italiani in Sud America. Evidentemente non riconoscere nel personaggio uno dei tanto decantati “cittadini del mondo” è una dimenticanza ad hoc, come quelle che il gruppo editoriale Espresso spesso commette (leggi qui).

Evidentemente per certi figuri essere cittadini del mondo si appalesa soltanto nel figlio di papà che fa l’erasmus all’aperitivo a Murcia e nelle pustole d’Europa (per citare Svart Jugend), anziché in chi l’immigrazione l’ha vissuta, analizzata e studiata. Sì, perché una delle tesi di laurea di Mussolini, all’Università di Trieste, è proprio incentrata sull’immigrazione degli Italiani in Argentina.

L’ossessione nei confronti di questo candidato alle elezioni europee, naturalmente solo per il cognome e la lontana parentela con il Duce, di cui è invero solo uno delle decine di bisnipoti, ha portato il noto gruppo editoriale a partorire perfino un articolo-video sul font dei cartelloni elettorali, che sarebbe fascista, ma che in realtà è semplicemente uno dei font più standard che si possano scegliere.

Sarebbe forse il caso di cominciare a giudicare i candidati dal curriculum vitae, piuttosto che da cognomi e lontane parentele?

 

Di Redazione Elzeviro.eu

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