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Le morti sul lavoro aumentano, mentre la CGIL va a braccetto con gli industriali

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Magari é noioso, non fa click, ma chiunque abbia un minimo di moralità dovrebbe scrivere di questo. E infatti non lo fanno abbastanza i sindacati,

rappresentati da arricchiti signori che vanno in giro a schiantarsi in Ferrari (tanto poi la ricomprano) e che istericamente danno del fascista a chiunque evidenzi la loro inadeguatezza. Sindacalisti pagliacci, insomma, che si dilettano molto in politica estera, andando a dire che “gli stati nazionali” sono da condannare. Insomma, sono gli ultimi rimasti al mondo a parlare di Stati Uniti d’Europa. Sono dei ridicoli pupazzetti in mano al capitale. Vanno a braccetto con Confindustria, il sindacato che storicamente ha difeso i padroni, per usare quel lessico che hanno abbandonato, quando hanno abbandonato la lotta.

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Tutti i sindacati (compreso quello degli industriali) hanno firmato un “patto” in difesa dell’Unione Europea.

Nel 2018, in Italia, ci sono stati 1133 morti sul lavoro.

Nei primi tre mesi del 2019, invece, si sono già registrati 300 morti. Aspettiamo le statistiche per il secondo trimestre, ma intanto le stime sono terribili e si va verso un peggioramento della situazione, già tragica.

Eppure non vediamo Landini sulle barricate, ad inverare grandi lotte sindacali che blocchino le fabbriche. Preferisce andare a spasso con Confidustria. Nessun Saviano o pseudointellettuale d’entrambe le parti politiche scriverà libri. Perché, come non fa click, l’argomento non vende libri che contengano una seria inchiesta, domande e eventuali risposte sul tema. Saviano non ce la fa. 

Preferisce parlare della SeaWatch

e della ragazzina capitano che – con i soldi di chi? – girovaga con clandestini raccattati in Libia e vorrebbe portarli, per questioni meramente politiche, in Italia. 42 persone che avrebbero potuto, in tutti quei giorni, sbarcare in uno degli altri 21 stati che si affacciano sul Mediterraneo e sono considerati porti sicuri. Cioè tutti i paesi tranne Siria e Libia. E dagli, lo scrittore condannato per plagio per Gomorra, dagli a dire la giovane tedesca che capitana una nave con bandiera olandese non ha infranto alcuna legge. Dall’alto della sua laurea in Giusprudenza, che non ha preso da nessuna parte.

Per i morti sul lavoro, però, nessuno si indigna,

nessun pseudo intellettuale scriverà libri, nessun Sindacato organizzerà manifestazioni serie di protesta, nessuno si coprirà con un lenzuolo per mimare questa mattanza, con un gesto plateale che possa smuovere coscienze.

Per questi signori, così come per la stampa mainstream, questi morti sono soltanto numerini, per loro non verranno portati lenzuoli o organizzate fiaccolate. Perché non c’é un ritorno politico, né economico nel difendere il più debole, o la famiglia dei morti uccisi sul lavoro. Nessuno può tirarci su un guadagno, e la miseria intellettuale di questi simpatici figuri che vorrebbero difendere il lavoro non verrà arricchita. La loro aridità é pari solo alla loro inutilità.

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Elena Ferrero

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Di Redazione Elzeviro.eu

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