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L’arcivescovo Pennisi parteggia per la casta?

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Monsignor Pennisi (Conferenza Episcopale Italiana) fa un assist al #regimepartitocratico.

“Chi si astiene per protesta perché ha schifo della politica favorisce il mantenimento della situazione esistente e non porta il proprio contributo al cambiamento.”

Sembrerebbe il solito predicozzo di uno dei “padri della patria repubblicana (ovviamente democratica ed antifascista)”, ultimo Napolitano, che rampogna i cittadini colpevoli di avere mandato a f****** lui e tutta la classe politica italiana che ci ha portato in un baratro sempre più profondo di degrado e povertà.

Il prelato punta il dito contro un diritto

Ed invece no, guarda chi è che fa la morale ai cittadini che esercitano il proprio diritto di #nonvotare? Monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e Vicepresidente della Conferenza Episcopale siciliana! Ovvero un “religioso”, che si lancia in uno sconsiderato attacco politico nei confronti di quanti (saranno almeno la metà?) non andranno a votare alle prossime elezioni regionali in Sicilia (vale pure per le più lontane politiche nazionali).

Un’insopportabile ingerenza

Tra questi, pure chi scrive; magari senza la autorevolezza di un arcivescovo di tale peso, ma è giusto esternare la contrarietà a questo tipo di “ingerenza” nelle scelte dei siciliani, nonché degli italiani in senso lato.

Sa, monsignor Pennisi, che il calderone degli “schifati dalla politica” contiene di tutto e di più? Tantissime motivazioni portano a scegliere l’astensionismo. Pertanto è necessario sottolineare come ancora troppi non abbiano capito che moltissimi italiani non credono più in niente e nessuno che rappresenti il regime partitocratico.

Un Giano bifronte

Consapevolmente o meno, ha preso piede tra i cittadini la necessità personale di non avere nessuna forma di partecipazione attiva a qualunque tipo di proposta provenga da uomini e partiti presenti nelle sedi istituzionali. Accettare un programma (o, peggio, votare per una formazione politica) significa di fatto avallare la partitocrazia imperante che, da sempre, sta al potere presentandosi come un Giano bifronte: una faccia di chi governa e l’altra di chi finge di fare opposizione, ma sempre di Giano è il volto!

Rassegnazione, ignavia, mancanza di soluzioni? No, al massimo tracce latenti di “eversività“, a cercare con il lanternino, perché la logica conclusione di questo ragionamento porta ad una sola scelta : quella di lasciarli (gli appartenenti al sistema partitocratico) affogare da soli nella melma in cui hanno ridotto l’Italia. E dopo, al momento opportuno, evitare accuratamente di tendere loro la mano per salvarli…

La Chiesa non dovrebbe occuparsi delle anime, anziché delle elezioni?

Quella mano che la Chiesa, sempre pronta alle campagne elettorali per i potenti di turno e vista la crescente “disaffezione” dei “fedeli” (specie sulle “indicazioni di voto”), tende oggi “cumulativamente” (in apparenza) ai rappresentanti tutti del #regimepartitocratico, dimostrando di considerare metà siciliani (ed italiani) incapaci di “intendere e volere” nello scegliere lo astensionismo!

Pensino, monsignor Pennisi e confratelli, più alle anime e meno alle elezioni. Di danni,in questo campo, ne hanno fatti sempre troppi

twitter @V_Mannello
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