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La7 concede a Gualtieri una vetrina politica pro Mes senza contraddittorio

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In questo periodo di pandemia si è parlato tanto di media e giornalismo responsabile, divenuto baluardo a difesa della verità contro gli attacchi portati da una non meglio identificata contro informazione propagatrice di bufale, travisamenti e informazione di bassa qualità.

Tale narrativa, rilanciata a reti unificate da alcuni spot di cui abbiamo già parlato, tende a descrivere una realtà dai tratti fiabeschi: abbiamo i “professionisti dell’informazione” da una parte, sulla cui onestà intellettuale non si deve dubitare, mentre dall’altra parte ci sarebbe l’orda dei bufalari. In diversi precedenti articoli abbiamo tuttavia fatto notare come i giornalisti responsabili si siano resi nel tempo megafono di narrazioni fallaci, parziali, ma soprattutto partigiane.

Anzi, con la scusa della pandemia e della difesa di una corretta divulgazione scientifica il giornalismo mainstream sembra aver avuto come principale obiettivo l’annullamento del dissenso sotto qualsiasi forma, attraverso un’attenta opera di delegittimazione preventiva. E così le voci dissidenti sono state assimilate a quelle che in tempo di guerra venivano considerate disfattiste, mentre il giornalismo mainstream assumeva sempre più i connotati dell’Istituto Luce del ventennio.

Un megafono unico a piena disposizione del Governo in carica

e che adesso, nonostante l’emergenza sanitaria sia terminata, continua a mostrare i suoi peggiori tratti di asservimento al potere politico.

Prendiamo per esempio il caso della trasmissione “In Onda” andata in scena nella serata del 29 giugno su La7. Tale trasmissione, condotta dai giornalisti Luca Telese e David Parenzo, ha ospitato ieri il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che, tra i vari argomenti, ha in particolare trattato quello relativo ai fondi europei a disposizione per l’Italia. Il Ministro Gualtieri ha così liberamente esposto la sua visione, che tutti conosciamo, molto accondiscendente nei confronti dell’Unione europea e in particolare nella necessità di utilizzo per l’Italia da parte di più fondi europei possibili (Sure, Bei, Mes e l’eventuale Recovery Fund).

Fin qui niente di male. Il programma di Telese e Parenzo ha tuttavia posto attorno al Ministro una serie personaggi del tutto allineati con le politiche del Governo. Da una parte il neo Direttore de La Stampa Massimo Giannini, dichiaratamente filo europeista e pro Mes, dall’altra la professoressa Veronica De Romanis, moglie di Lorenzo Bini Smaghi, nonché collaboratrice dell’Osservatorio sui conti pubblici di Carlo Cottarelli. Anche lei, come il suo dirimpettaio di collegamento, filo europeista e pro Mes.

Veronica De Romanis in compagnia del marito Lorenzo Bini Smaghi, ex Bce

Il risultato?

Un non dibattito dove tre persone hanno espresso opinioni e giudizi a specchio, con la timida e fugace intromissione dei due giornalisti conduttori. Per gli spettatori il quadro della trasmissione è analogo a quello che veniva fornito dai cinegiornali del fronte durante la Seconda guerra mondiale:

“Stiamo vincendo su ogni fronte”

“le truppe sono al massimo dell’entusiasmo”

“abbiamo rifornimenti infiniti”

“se perdiamo è colpa della propaganda disfattista”

“non dobbiamo mai dubitare della fedeltà dell’alleato germanico”.

Sembrerebbe quindi che il giornalismo mainstream abbia tirato fuori l’artiglieria pesante in un momento in cui l’approvazione per l’utilizzo del fondo del Mes sembra essere sempre più vicina. Il Fondo salva stati non gode infatti, giustamente, di buona fama, visti i trascorsi in Grecia, e prima di essere ufficialmente utilizzato, c’è bisogno di costruire una minima base di consenso pubblico.

Il modo più rapido ed efficace è proprio quello a cui stiamo assistendo. Un coro unanime e compatto del Governo supportato dalla principale carta stampata, televisiva e radiofonica (non dimentichiamoci che anche Berlusconi, e quindi tutto il suo apparato mediatico, ha detto sì al Mes) pronto a rieducare coattamente la popolazione sulla bontà di questo fondo.

Il giornalismo “responsabile” ha così perso l’ennesima occasione per dimostrarsi tale.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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