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Vaccino obbligatorio in vista: un’altra pessima idea del ministro Speranza

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Ospite della trasmissione “Che tempo che fa” il ministro Speranza ha parlato dell’imminente campagna di vaccinazione. <<Penso che l’Italia debba provare a raggiungere l’immunità di gregge con la persuasione, senza partire dall’obbligatorietà>>.

La notizia è ormai sulla bocca di tutti: il vaccino è pronto ed arriverà in Italia a Gennaio. Il Ministero della Salute si sta già mobilitando, annunciando che si tratterà della più grande campagna di vaccinazione degli ultimi anni: un fatto senza precedenti. Purtroppo la buona notizia è stata subito contornata da dubbi e criticità.

Parlando dello scenario italiano, è stato un dato statistico a destare subito preoccupazione nelle istituzioni: il 41% degli italiani non vorrebbe vaccinarsi. L’immediata risposta del Governo si è materializzata per mezzo del ministro Roberto Speranza. Il primo passo, molto astuto, del capo del dicastero è stato quello di smentire qualsiasi connotato di obbligatorietà.

Infatti nessun medico o giornalista prima, aveva ipotizzato una scelta così radicale. Neanche Arcuri. Continuando però sulla sua linea, è riuscito a passare dal “non punterei sull’obbligo del vaccino” a quel “senza partire dall’obbligatorietà”. La possibilità di vaccinazioni di massa obbligatorie non è quindi da escludere, anzi Speranza sembra strizzargli l’occhio. Basterà “persuadere” gli italiani, no?

Quali sono le perplessità sul vaccino?

Non è solo il popolo italiano ad essere diffidente, ma anche numerosi medici. Il primo è il più che noto virologo Andrea Crisanti, che dopo aver sottolineato la sospetta frettolosità delle procedure (in media per realizzare un vaccino servono 8 anni) ha dichiarato che non si vaccinerà.

Persino Roberto Burioni, un altro grande sostenitore delle misure di restrizione sociale, ha twittato che non conoscendo ancora i dati nel dettaglio, a Gennaio non si vaccinerà. In generale nell’ambiente medico c’è poco entusiasmo verso la proposta di vaccinare per primi proprio i dipendenti della sanità. Questo non ha ovviamente rassicurato i dissidenti.

Come sottolineato dalla dottoressa Barbara Balanzoni – medico anestesista – i vaccini fin ora presentati parlano di percentuali di efficacia e mai di efficienza, cioè non si è mai accennato alla sicurezza di chi utilizzerà il farmaco. C’è una notevole differenza fra i due termini, citando il Manuale di diagnosi e terapia Merck:

Spesso, un farmaco efficace negli studi clinici non è molto efficiente nell’uso reale. Per esempio, un farmaco può avere un’elevata efficacia nel ridurre la pressione arteriosa, ma può avere scarsa efficienza perché provoca tanti effetti avversi al punto che pazienti devono smettere di prenderlo. L’efficienza può essere anche inferiore all’efficacia se i medici inavvertitamente prescrivono il farmaco in modo inappropriato. Pertanto, l’efficienza tende a essere inferiore all’efficacia.

Secondo elemento che ha destato qualche dubbio e addirittura rammarico, è stata la speculazione attuata da Pfizer e Moderna. Speculazione assolutamente legale, ma che ha poco a che vedere con il giuramento di Ippocrate.

Le due case farmaceutiche dopo aver annunciato un vaccino, facendo impennare le borse, hanno immediatamente venduto le azioni diventate a quel punto molto redditizie. Ecco la magia della finanza, basta un annuncio senza certezze, documenti o prove, che il mondo dei soldi immaginari freme.

È quindi veramente una buona idea rendere obbligatorio il vaccino?

Il vaccino anti-Covid è fondamentale per poter diminuire i casi nel mondo, ma dovrebbe essere testato e approvato non solo da chi lo vende, ma anche da altri membri della comunità scientifica. La realizzazione in meno di un anno, la documentazione poco chiara e non disponibile a tutti, rende i vaccini presentati fino ad oggi assolutamente inaffidabili e più che sospetti.

Dichiarare quindi questo vaccino obbligatorio, anche solo per le fasce più a rischio, sembra più un azzardo che una sicurezza. Anche perché fretta imposta dai Governi – che non arretravano su lockdown, coprifuoco e restrizioni finché non si fosse presentato un farmaco – ha generato una corsa al vaccino non dissimile a quella per l’oro o a quella di Balto per salvare l’Alaska.

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Di Arianna

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