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La demagogia antislamica di Salvini è solo fuffa elettorale

Tutto ciò che si sente proferire oggi dai politici è demagogia elettorale, pertanto va presa con le pinze.

Non può non provocare tuttavia una sorta di tenerezza l’inveterata salviniana che dichiara:
“L’Islam è incompatibile con la nostra Costituzione e i nostri valori”.
In primis ci si chiede se, da fine costituzionalista, il nostro abbia letto l’articolo sulla libertà di culto, il XIX:
“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.
Si può disquisire sul buon costume? Certo, ma a livello legale – di legge ordinaria  dello Stato-, e non costituzionale. Se infatti, per fare un esempio legato all’Islam, lo sgozzamento di un montone in pubblico (o in appartamento, come ainoi spesso accade) è materia addirittura penale, sempre di legge, e non di costituzione, trattasi.

Islam incompatibile con la nostra cultura e i nostri valori?

Quale abnome stronzata impregnata di ignoranza. Il prode che ha tolto il Nord dal simbolo della pur sempre “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” vorrebbe raccattare anche voti al Sud. Il suggerimento per il novello Alberto da Giussano è quello di recarsi in quel di Palermo e domandarsi se la cattedrale non appaia forse avente qualcosa di esotico e orientaleggiante. Ah sì: era proprio una Moschea!

Slegare del tutto l’islam dalle nostre tradizioni è quantomai una bolla di sapone pronta a scoppiare dinanzi agli occhi di chiunque voglia approfondire, anche appena scalfendone la superficie, la più giovane religione abramitica.

Non si pone una questione, Matteo Salvini, quando il più profondo intellettuale della sua area politica, ancorché in senso lato, ossia il cosiddetto “centro-destra” si converte all’Islam? Stiamo parlando, naturalmente, di Pietrangelo Buttafuoco, al secolo Giafar al Siqilli (Giafar il siciliano).

Quanto a chiudere le moschee illegali: ovvio, andrebbe fatta una legge, che la Lega al governo non ha mai fatto. Così come vanno chiuse le chiese, le sinagoghe, i templi illegali. Andrebbero identificati gli imam accreditati, di concerto con un’organizzazione statale solida e dal respiro internazionale, quale appare solo quella universitaria marocchina, al momento.

Si tratta invero di argomenti complessi e interessanti, di cui si disquisisce in dottrina da anni, eppure vengono ritirati fuori in modo insulso, patetico e da raccattavoti, all’approssimarsi delle consultazioni elettorali.

Di Federico Altea

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