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La caccia senza senso agli asintomatici positivi

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Avantieri hanno fatto una retata sanitaria in una discoteca di Carloforte, hanno trovato ben cinque – diconsi cinque – positivi, sani come pesci, ma positivi.

di Giuseppe Masala

Apriti cielo, immediatamente si è attivata la macchina pandemica, recludendo i cinque malcapitati, chiudendo il locale e intimando a tutti gli avventori di recarsi presso la Asl per fare le analisi virologiche. Risultato finale, nove infetti e misure restrittive per tutta Carloforte per spegnere il tremendo focolaio di sani presente nell’isola.

Poi guardi il Corriere e vedi che la Puglia è considerata a rischio per la presenza di un focolaio di 4 infetti (ovviamente reclusi): padre, madre e due bimbi, tutti sani come pesci.

Cavolo dico io, ma se è la stessa Istat

a dirci che dall’analisi di un campione di oltre 60mila persone si può dedurre che quasi un milione e mezzo di persone sono positive (asintomatiche). In Lombardia dice sempre l’Istat che è positivo il 7,5% della popolazione. E’ chiaro che se fai retate sanitarie e rastrellamenti pandemici, in una situazione del genere i positivi asintomatici verranno trovati sempre.

Non so dove vogliano arrivare (lo sospetto, ma non lo dico), ma so che se si agirà così quest’inverno sarà un casino. Ha ragione la Gismondo, stanno inseguendo un fantasma attraverso il riflesso di uno specchio.

E poi giustamente per scrivere cose di banale buon senso ti senti pure in colpa perché hai paura di dire cavolate non conoscendo manco la differenza tra un virus e un batterio.

 

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